Ungheria, Orbán tiene la linea dura sulla legge anti-LGBT*: va applicata anche intorno alle chiese

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán risponde alle domande dell'avvocato americano Chris Demuth, alla Conferenza Nazionale del Conservatorismo 2020 a Roma, il 4 febbraio 2020. [EPA-EFE/MAURIZIO BRAMBATTI]

Il governo ungherese ha annunciato che le disposizioni della sua controversa nuova legge anti-LGBT* saranno applicate sia intorno alle chiese sia intorno alle scuole.

Quella che sarebbe dovuta essere una “legge anti-pedofilia” e che originariamente mirava a inasprire le pene per gli abusi sui minori, è stata poi approvata a giugno con l’aggiunta di emendamenti che equiparano l’omosessualità alla pedofilia e vietano la “promozione dell’omosessualità” ai minori di 18 anni.
Il decreto di attuazione,  fortemente voluto dal governo Orbán, impedisce “l’esposizione o la rappresentazione” di prodotti che “esprimono l’omosessualità” o rappresentino una “deviazione dall’identità corrispondente al sesso biologico”. Ai negozi sarà vietato vendere tali prodotti in un raggio di 200 metri dalle chiese, così come dalle scuole e dalle istituzioni di protezione dell’infanzia, ha annunciato il governo venerdì (6 agosto).

Secondo la legge, le aziende non possono pubblicare annunci che mostrano il sostegno ai diritti LGBT* rivolti ai minori.
Insegnanti, editori ed emittenti temono che la legge possa significare che alcuni libri vengano rimossi dai curricula e che alcuni film vengano banditi dalla visione diurna nel caso in cui vi siano personaggi gay.
Questi timori sono particolarmente fondati se si considera che anche prima dell’entrata in vigore di questa legge un’associazione della società civile è stata multata per non aver specificato l’avvertenza per i genitori sulla copertina di un libro per bambini che parlava di genitori dello stesso sesso.

Orbán annuncia un referendum sulla contestata legge anti-LGBT*

Il premier ungherese Viktor Orbán ha annunciato con un video sula sua pagina Facebook l convocazione di un referendum sulla contestata legge varata a giugno che equipara i genitori omosessuali ai pedofili e vieta la “propaganda” omosessuale nelle scuole e …

In concreto diventerà impossibile vendere un libro come il romanzo di André Aciman Chiamami col tuo nome, oppure proiettare al cinema un film come La vita di Adele, che ha vinto il Festival di Cannes nel 2013, o anche solo permettere la visione di una serie tv di successo come La Casa di Carta, dove uno dei personaggi della quarta stagione è transessuale. Ma che dire della storia d’amore tra Achille e Patroclo raccontata nell’Iliade? Oppure del capolavoro Alla ricerca del tempo perduto di Proust?
La legge ungherese, che vieta di mostrare tematiche legate all’omosessualità o alla transessualità nei contenuti destinati ai minori, infatti, non viola solo i diritti civili delle persone LGBT* e il principio di non discriminazione, ma viola anche la libertà di espressione e informazione, così come la direttiva sui servizi media audiovisivi e quella sul commercio online.  Al punto da aver indotto la Commissione europea ad avviare una procedura d’infrazione.