Ungheria, Orban mette le università nelle mani dei suoi alleati con le risorse del Recovery

[EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

In Ungheria la maggioranza di Viktor Orban ha fatto approvare una legge che mette gli atenei pubblici sotto il controllo di dieci neoistituite fondazioni che indirizzeranno i primi ai fini di “rafforzare l’identità nazionale”.  

Il tutto in un momento in cui tali fondazioni si preparerebbero a ricevere, per conto delle università ungheresi, i fondi del Next Generation EU, dato quest’ultimo che ha portato a una forte reazione da parte delle istituzioni dell’UE.

Di fatto con questa mossa la destra ungherese si è assicurata in un colpo solo il controllo dell’alta cultura del paese e delle risorse relative al patrimonio immobiliare delle accademie e ai nuovi investimenti che dovrebbero arrivare con i fondi europei del Recovery facility. Le nuove fondazioni infatti saranno gestite da consigli di amministrazione nominati dall’esecutivo e avranno in mano la vita economica e intellettuale delle università magiare.

Secondo Reuters, la scelta è stata commentata da Attila Chikan, professore all’Università Corvinus di Budapest ed ex ministro nel primo governo Orban, come segue:  “Non ne fanno un segreto: vogliono assumere il potere intellettuale dopo il potere politico ed economico”.

Nel mentre, in base a quanto riportato da Bloomberg, la Commissione europea si è detta molto preoccupata a riguardo e avrebbe minacciato di non approvare il piano ungherese che deve essere ancora inviato a Bruxelles.

In più oggi un gruppo di parlamentari europei ha esplicitamente chiesto al Presidente Ursula von der Leyen di bloccare ogni eventuale finanziamento alle nuove fondazioni accademiche ungheresi sottolineando come le risorse affidate alle stesse “rischierebbero di scomparire all’interno di un sistema opaco e non soggetto ai controlli standard sul budget”, un sistema “che mira a distruggere ulteriormente la libertà accademica e l’autonomia istituzionale in Ungheria”.

Tutto questo avviene in un momento in cui vi sono forti perplessità sull’iniziativa del governo di Budapest di aprire le porte alla Fudan University, ateneo a cui sono connessi i servizi segreti cinesi, dopo aver costretto la Central European University a spostarsi a Vienna.