Strage covid anziani, l’appello di Sant’Egidio: “Salviamo chi ha costruito l’Europa”

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La Comunità pone serie questioni di diritto alla salute raccolte in una petizione. Tra i primi firmatari Prodi, Pöttering, De Rita, Habermas e Riccardi.

Un monito, tradotto in diverse lingue e diffuso a livello internazionale, rivolto a cittadini e istituzioni, per dare una forte inversione di mentalità sul trattamento degli anziani e che porti a nuove iniziative, sociali e sanitarie, nei confronti delle popolazioni con età più avanzata.

Questo il senso dell’appello della Comunità di Sant’Egidio che nasce da preoccupazioni già manifestate in corso di pandemia. Primo firmatario il fondatore dell’organizzazione Andrea Riccardi, già Ministro della Repubblica italiana, a cui hanno fatto seguito altri importanti personaggi europei e internazionali (visibili in fondo).

“Nella pandemia del Covid-19 gli anziani sono in pericolo in molti paesi europei come altrove – dicono da Sant’Egidio –. Le drammatiche cifre delle morti in istituto fanno rabbrividire”.

E non mancano riferimenti al sistema sanitario. “Molto ci sarà da rivedere nei sistemi della sanità pubblica – puntualizzano – e nelle buone pratiche necessarie per raggiungere e curare con efficacia tutti, per superare l’istituzionalizzazione”. “Siamo preoccupati dalle tristi storie delle stragi di anziani in istituto”.

E poi la denuncia: “Sta prendendo piede l’idea che sia possibile sacrificare le loro vite in favore di altre”.

In un numero esteso di Paesi, di fronte alle esigenze di cure, denunciano da Sant’Egidio, “sta emergendo un modello pericoloso che privilegia una ‘sanità selettiva’, che considera residuale la vita degli anziani. La loro maggiore vulnerabilità, l’avanzare degli anni, le possibili altre patologie di cui sono portatori, giustificherebbero una forma di ‘scelta’ in favore dei più giovani e dei più sani”.

Una posizione molto forte, sulla quale anche il Pontefice si è pronunciato: “Papa Francesco ne parla come ‘cultura dello scarto’: toglie agli anziani il diritto ad essere considerati persone, ma solo un numero e in certi casi nemmeno quello”.

Secondo la Comunità l’apporto degli anziani è fondamentale per la solidarietà tra generazioni e “non si può lasciar morire la generazione che ha lottato contro le dittature, faticato per la ricostruzione dopo la guerra e edificato l’Europa”.

“Crediamo che sia necessario ribadire con forza i principi della parità di trattamento e del diritto universale alle cure, conquistati nel corso dei secoli”. “Salvaguardia del più gran numero di vite e umanizzare l’accesso alle cure per tutti” è quello che auspicano da Sant’Egidio.

I primi firmatari:

Andrea Riccardi, storico, fondatore della Comunità di Sant’Egidio
Romano Prodi, già Presidente del Consiglio dei ministri e della Commissione UE
Jeffrey D. Sachs, Direttore di UN Sustainable Development Solutions Network
Aleksandra Dulkiewicz, sindaca di Danzica, Polonia
Simonetta Agnello Hornby, scrittrice, UK
Manuel Castells, ordinario di sociologia dell’ Università di California Berkeley, Spagna
Irina Bokova, già Direttrice generale UNESCO, membro alto comitato per la fraternità umana, Bulgaria
Mark Eyskens, già primo ministro belga
Hans Gert Pöttering, già Presidente del Parlamento europeo, Germania
Felipe González Márquez, già Primo ministro Spagna
Marie De Hennezel, Psicologa, Francia
Jean-Pierre Denis, Direttore del settimanale La Vie, Francia
Card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna
Adam Michnik, saggista, direttore di Gazeta Wyborcza, Polonia
Michel Wieviorka, sociologo, presidente della Fondation Maison des Sciences de l’Homme di Parigi, Francia.
Giuseppe De Rita, fondatore CENSIS
Stefania Giannini, Direttore generale aggiunto UNESCO
Maria Antónia Palla, Giornalista, Portogallo
Navi Pillay, Giudice, Presidente ICDP, Sud Africa
Annette Schavan, Già ministro federale tedesco dell‘Educazione e Ricerca, Germania
Jürgen Habermas, filosofo, Germania