Spagna, continuano le proteste per l’imprigionamento del rapper Pablo Hasel

[EPA-EFE/ALENJANDRO GARCIA]

Barcellona e molte altre città spagnole si sono svegliate domenica mattina con i negozi saccheggiati e diverse proprietà danneggiate dopo una quinta notte consecutiva di proteste legate all’arresto del rapper catalano Pablo Hasel. Lo racconta il partner di EURACTIV EFE.

L’artista, il cui vero nome è Pablo Rivadulla, è in prigione da martedì (16 febbraio) dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver esaltato l’ormai defunto gruppo terroristico basco ETA e di aver diffamato la famiglia reale, la polizia e il sistema giudiziario con una serie di tweet e in alcuni dei suoi testi.

Mentre i disordini di sabato notte hanno avuto luogo in diverse parti della Catalogna, da cui il rapper proviene, ci sono stati scontri anche nelle città di Valencia e Valladolid.

Almeno 34 arresti sono stati effettuati in Catalogna, soprattutto a Barcellona, dove 31 persone sono state trattenute, ha detto la polizia secondo quanto riportato da EFE.

In un messaggio sui social media, il sindaco di Barcellona, Ada Colau, ha condannato la violenza e la distruzione delle proprietà.

“La difesa della libertà di espressione non giustifica in nessun caso la distruzione di qualsiasi tipo di proprietà, spaventando i vicini, danneggiando le imprese colpite dalla crisi o attaccando i media”, ha detto Colau, esprimendo il suo “sostegno alle forze di sicurezza e ai servizi di emergenza che lavorano per prevenire mali maggiori”.

L’incarcerazione di Hasel ha riaperto il dibattito sui limiti della libertà di espressione in Spagna e, in particolare, sulla cosiddetta legge bavaglio utilizzata per sostenere le accuse contro l’artista.

Il governo di coalizione guidato dai socialisti del primo ministro Pedro Sanchez ha detto che avrebbe rivisto le sanzioni per gli artisti il cui lavoro è stato ritenuto volto a insultare o incitare alla violenza contro le istituzioni statali.

Circa 200 artisti spagnoli, tra cui l’attore Javier Bardem e il regista Pedro Almodóvar, hanno firmato una lettera aperta che si oppone alla condanna di Hasel, la cui incarcerazione è stata criticata anche da organizzazioni come Amnesty International.