Se all’Istituto per la memoria nazionale polacca arriva un neonazista

Tomasz Greniuch. Foto diffusa sulla pagina Facebook dell'Instytut Pamięci Narodowej we Wrocławiu

Polemiche per la recente decisione di nominare un militante neonazista alla guida di una delle sezioni più importanti dell’Istituto per la memoria nazionale, quella di Breslavia.

Il nome di Tomasz Greniuch accanto a quello della più influente istituzione polacca in tema di studi della storia moderna e contemporanea stride, se non altro per la ferocia con cui il nazismo si è abbattuto proprio in Polonia. Nel Paese che è stato il primo a subire l’invasione e l’occupazione nazista, nel Paese del campo di concentramento di Auschwitz, nel Paese in cui solo un ebreo su dieci è sopravvissuto all’olocausto, è stato deciso di affidare la direzione della sezione di Breslavia dell’Istituto per la memoria nazionale ad un uomo che fino al 2013 militava per il movimento di estrema destra antisemita Onr, che ha partecipato a manifestazioni neonaziste e che è stato più volte immortalato nell’atto di compiere il saluto romano.

Un passato che viene derubricato come un errore di gioventù da parte di chi ora dice che Tomasz Greniuch si è redento e che in ogni caso ha sempre riferito il saluto romano alla gloriosa storia di Roma e non all’ingloriosa appropriazione hitleriana. Ma questa spiegazione non convince molti. A cominciare dagli storici dell’Università di Breslavia che hanno immediatamente inviato una lettera di protesta all’istituto. Del resto, è lo stesso Tomasz Greniuch a continuare a ribadire che il gesto della mano alzata è un saluto dei nazionalisti di tutto il mondo.

Molto dura anche la reazione dell’ambasciata di Israele: “Siamo rimasti sorpresi nell’apprendere che il nuovo direttore della filiale IPN di Breslavia, Tomasz Greniuch, non vede nulla di male nell’alzare la mano nel saluto nazista. In Polonia, un paese che ha sofferto tanto sotto l’occupazione nazista, non dovrebbe esserci posto per l’uso di simboli nazisti. Non ci resta che incoraggiare il signor Tomasz Greniuch a visitare il Museo di Auschwitz, la cui missione è di ricordare al mondo intero i pericoli dell’ideologia nazista”.

Ma anche l’amministrazione della città ha preso posizione contro questa nomina. In particolare il vicesindaco Sebastian  Lorenc in un post pubblicato su Facebook,  ha scritto: “Mia nonna è stata deportata dai nazisti. Dopo la guerra i miei nonni hanno ricostruito Breslavia dalla devastazione nazista. Oggi la memoria di quella generazione è disonorata dalla nomina di Greniuch a capo dell’IPN della città”. Poi rivolgendosi  direttamente a Greniuch ha proseguito: “Vi prego di accettare il fatto che il vostro soggiorno a Breslavia, anche se solo per un giorno, è eccessivamente prolungato. Breslavia era, è e sarà una città di libertà e tolleranza. Qui per voi non c’è niente”.

Da quando è salito al potere in Polonia nel 2015, Diritto e Giustizia, il partito nazionalista populista guidato da Jaroslaw Kaczynski, ha intrapreso una serie di misure controverse, tra cui una legge che vieta le discussioni e le ricerche sulla partecipazione polacca all’Olocausto e altri crimini di guerra che hanno avuto luogo durante l’occupazione tedesca della Polonia. Pe migliorare le relazioni con Israele e gli USA, dopo pochi mesi dalla sua entrata in vigore è stata abolita la pena detentiva per chi prova a parlare del collaborazionismo di alcuni polacchi ma rimane ad esempio la pena pecuniaria per chi usa l’espressione «campi di sterminio polacchi», segno evidente che i conti con il passato non sono stati ancora interamente fatti.