Schengen, Erasmus e roaming: l’anniversario di tre fortunate misure europee

Il monumento dedicato all'accordo di Schengen, nell'omonima cittadina del Lussemburgo. [Pixabay.com]

Ci sentiamo spesso dire che le norme UE ci vengono imposte dall’alto e ci limitano. Il discorso sovranista, di destra e di sinistra, è costruito intorno ad un lessico che si basa sull’idea dell’ “imposizione”, che diventa mancanza di libertà e di autodeterminazione. Del resto, molto spesso l’UE non è stata capace di comunicare in maniera adeguata i propri successi.

Vale forse la pena ricordare alcune delle misure che hanno avuto un grande impatto positivo sulla vita dei cittadini europei, dato che in questi giorni ricorrono gli anniversari della loro stipula o entrata in vigore.

Il 14 giugno 1985 veniva firmato l’accordo per l’area di libera circolazione all’interno dell’UE, Schengen.

La libera circolazione delle persone tra gli stati membri è diventata uno dei simboli dell’UE e mai come in questi mesi è risultato evidente. Grazie a Schengen i weekend nelle capitali europee, i voli last-minute low-cost e gli interrail sono diventati all’improvviso a portata di mano per un’intera generazione. 

Il 17 giugno 1987 invece è stato adottato il Piano d’azione regionale europeo per la mobilità degli studenti universitari – ERASMUS. Solo 11 paesi – Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Francia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Regno Unito – hanno partecipato ai primi scambi Erasmus e 3.244 studenti si sono recati all’estero per studiare nel 1987-88.

33 anni dopo, il programma Erasmus ha cambiato la vita di oltre 10 milioni di europei, ampliando gli orizzonti, creando nuove opportunità e legami indissolubili.

Esattamente 3 anni fa, poi, venivano abolite le tariffe di roaming in tutta l’UE: era il 15 giugno 2017 e da quel momento i cittadini europei hanno potuto chiamare, scrivere e navigare nei paesi membri e nello Spazio economico europeo (SEE) con le stesse identiche tariffe che il gestore telefonico proponeva nel paese di residenza. Un nuovo diritto digitale particolarmente apprezzato.

Si tratta probabilmente delle tre misure che hanno avuto in assoluto maggiore successo per i cittadini europei ed in particolare per i giovani. Qualche decennio fa sarebbe stato impensabile viaggiare senza passaporto da un paese all’altro in Europa, studiare in una Università europea con una borsa di studio e avere lo stesso piano tariffario telefonico in tutta l’UE.

Oggi, invece, è normale avere amici sparsi in giro per l’Europa, andare a studiare o lavorare per un periodo in un altro paese europeo, innamorarsi durante l’Erasmus e organizzare un weekend last-minute in una città dove i nostri genitori non si sarebbero mai nemmeno sognati di andare. Oggi, semplicemente, è normale essere europei.