Sassoli sotto accusa per non aver difeso abbastanza la democrazia in Bielorussia

Andrzej Halicki parla alla sessione plenaria del Parlamento Europeo [Centro multimediale del Parlamento europeo]

Un influente deputato del Parlamento europeo ha organizzato per mercoledì 10 febbraio un dibattito che punta a ribaltare la decisione del presidente dell’assemblea, David Sassoli, di non aprire a Bruxelles un ufficio di rappresentanza dell’opposizione bielorussa, presumibilmente su consiglio del capo degli affari esteri dell’UE Josep Borrell.

Andrzej Halicki, europarlamentare polacco del Partito popolare europeo, riunirà altri colleghi che la pensano allo stesso modo e vogliono rivedere la decisione di Sassoli. Lo scorso ottobre l’assemblea dell’UE ha assegnato il premio Sakharov per i diritti umani al movimento di opposizione democratica in Bielorussia, guidato dall’esiliata Svetlana Tikhanovskaya, che si è schierato contro l’uomo forte Alexander Lukashenko. La cerimonia di premiazione si è svolta a Bruxelles il 15 dicembre.

L’idea di aprire un ufficio di rappresentanza per l’opposizione bielorussa era venuta da Pavel Latushka, capo dell’unità nazionale di gestione anticrisi in Bielorussia (NAM) e rappresentante dell’opposizione del paese, che aveva avanzato il suggerimento in una lettera a Sassoli lo scorso novembre. Il NAM è stato creato alla fine di ottobre 2020 con l’obiettivo di gestire una transizione pacifico del potere in Bielorussia, compresa l’organizzazione di nuove elezioni. La formazione afferma che si scioglierà quando verrà proclamato un “nuovo presidente della Bielorussia”.

Halicki ha ottenuto il sostegno di circa 100 colleghi di diversi gruppi politici, inclusi i Socialisti e Democratici (S&D), i centristi di Renew Europe e i Verdi. Lo scorso dicembre ha scritto a Sassoli chiedendogli di “fare un passo coraggioso in questo processo e di creare un Ufficio comunitario per il Premio Sakharov” nell’assemblea Ue, che fungesse da rappresentanza dell’opposizione bielorussa nelle istituzioni europee.

In una lettera del 27 gennaio, Sassoli ha risposto affermando che “il sostegno alla democrazia che il Parlamento europeo può offrire ha i suoi limiti” e che “non rientra nelle sue funzioni istituzionali sostenere un’opposizione politica di un paese, creando per essa un ufficio di rappresentanza” all’interno dell’assemblea. Halicki ha detto che lui e i suoi colleghi hanno ricevuto la lettera di Sassoli solo lunedì.

Parlando con EURACTIV, Halicki ha spiegato che la risposta di Sassoli “non è la fine della storia, ma l’inizio”, ha promesso di ribaltare la decisione del presidente, e si è detto fermamente convinto che i leader socialisti siano da biasimare per l’atteggiamento freddo dell’assemblea sul sostegno alla democrazia, sia in Bielorussia che in Russia.

“Non avremo successo ed efficienza nel nostro sostegno a coloro che lottano per la democrazia e la libertà ad Est, non solo i bielorussi ma anche i russi, con persone di sinistra nelle posizioni di vertice”, ha detto il deputato polacco. Halicki si riferiva a Josep Borrell, il socialista spagnolo che ricopre la carica di capo degli affari esteri dell’UE, e all’italiano David Sassoli, del Partito Democratico, attualmente Presidente del Parlamento europeo, ma anche al suo connazionale il deputato Robert Biedron, presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Bielorussia.

Halicki ha rimproverato Biedron per l'”attività limitata” della delegazione e per la mancanza di ulteriori provvedimenti dopo l’adozione, a settembre, di una risoluzione del Parlamento europeo sulla Bielorussia, che richiedeva tra l’altro l’istituzione di una missione di alto livello dell’UE per mediare con le autorità del paese con l’obiettivo di organizzare nuove elezioni libere ed eque: una missione modellata sulla missione Kwasniewski-Cox creata nel 2013 per la mediazione in Ucraina.

“500 eurodeputati hanno votato a favore di questa risoluzione, ma una missione ancora non esiste”, ha detto Halicki, che si è rammaricato che l’iniziativa sia stata sostituita da una missione del Parlamento europeo guidata da Biedron, il cui obiettivo è preparare un rapporto sulla situazione in Bielorussia. Il rapporto era pronto già all’inizio di gennaio, ma non è stato ancora presentato a Sassoli.

“Cosa stanno aspettando?”, si chiede Halicki, che sollecitato da EURACTIV sulle motivazioni di questo ritardo ha detto: “Le informazioni non ufficiali che ho ricevuto dicono che ciò accade su suggerimento di Borrell”. A causa dei leader socialisti “noi europei non riusciremo a combattere per la democrazia in altri paesi”, ha aggiunto Halicki, che ha definito la recente visita a Mosca del massimo diplomatico dell’UE “una vergogna per l’Europa”.

Alla domanda se Sassoli non avesse ragione nel sostenere che non è compito del Parlamento organizzare uffici per le opposizioni dei paesi terzi, Halicki ha risposto che non si tratterebbe di un ufficio permanente, ma che sarebbe dedicato ai vincirtori del premio Sakharov, e quindi i suoi occupanti cambierebbero ogni anno.

In ogni caso, per Halicki è chiaro che Alexander Lukashenko non è il legittimo presidente della Bielorussia, e che l’opposizione rappresentata da Tikhanovskaya e Latushka ha il sostegno della maggioranza dei bielorussi. “Organizzerò un dibattito e otterrò le firme per rivedere la decisione. Il signor Sassoli può avere altri punti di vista, ma per me questa è un punto di vista ingiusto”, ha concluso il deputato polacco.