Sahara occidentale, Borrell sollecita il ritorno ai colloqui dopo le nuove tensioni

Donna soldato saharawi con la bandiera nazionale della Repubblica democratica araba sharawi. EPA-EFE/MOHAMED MESSARA

Torna la tensione nell’area rivendicata dal popolo saharawi e posta sotto il controllo del Marocco, mentre sulla questione interviene il capo della diplomazia Ue.

Il Fronte Polisario ha dichiarato di aver mobilitato “migliaia di volontari” per unirsi ai suoi combattenti, domenica 15 novembre, nel terzo giorno di una crisi nel Sahara occidentale conteso che oppone il popolo dei saharawi al Marocco.

Rabat ha lanciato un’operazione militare venerdì scorso per riaprire un’autostrada verso la Mauritania, che ha detto essere bloccata dal fronte di liberazione sahariano occidentale.

I funzionari marocchini e mauritani hanno comunicato sabato che il traffico merci è ripreso lungo la strada, snodo fondamentale per il commercio con il resto dell’Africa.

In risposta all’operazione, il Polisario ha decretato la fine di un cessate il fuoco di quasi tre decenni sotto la supervisione dell’Onu nella regione.

“Migliaia di volontari che hanno completato la loro formazione si stanno preparando per andare nelle regioni militarizzate”, ha detto domenica Mohamed Salem Ould Salek, ministro degli Esteri della Repubblica democratica araba sharawi (Sadr), parlando con l’Afp.

“Altre centinaia” sono in formazione, ha detto, aggiungendo che “i combattimenti si stanno intensificando” lungo i 2.700 chilometri del muro difensivo marocchino che taglia il Sahara occidentale.

Non ha fornito ulteriori dettagli e le affermazioni non hanno potuto essere verificate in modo indipendente.

Rabat controlla circa tre quarti del Sahara occidentale, una vasta fascia di deserto sulla costa atlantica, compresi i suoi depositi di fosfati e la sua lucrativa pesca oceanica. Il Polisario controlla il resto dell’area.

Il Marocco sostiene che il Sahara occidentale sia parte integrante del regno e ha offerto l’autonomia per il territorio conteso, ma insiste sul fatto che manterrà la sovranità.

Diplomazia Ue al lavoro

Il Polisario, che ha proclamato l’indipendenza nel 1976, chiede un referendum sull’autodeterminazione come stabilito nel cessate il fuoco del 1991.

Il voto è stato ripetutamente rinviato a causa di dispute, tra Rabat e il gruppo indipendentista, sulle liste elettorali e sulla domanda che la scheda avrebbe posto.

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Domenica, il capo della politica estera dell’Unione europea Josep Borrell ha parlato con il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita e il suo omologo algerino Sabri Boukadoum, sottolineando “l’importanza vitale di assicurare il rispetto degli accordi di cessate il fuoco”.

Borrell ha espresso la speranza di un “rapido ritorno” ai colloqui sotto la supervisione dell’Onu, sospesi dal marzo del 2019, e la nomina di un nuovo inviato dell’Onu per il Sahara occidentale.

Il tedesco Horst Koehler si è dimesso dalla carica nel maggio dello scorso anno per motivi di salute, e da allora il posto è rimasto vacante.

Borrell ha anche sottolineato la necessità di “sostenere la libertà di movimento e gli scambi transfrontalieri” nell’area di Guerguerat, evidenziando l’impatto che può avere in Nord Africa e nella regione “strategicamente importante” del Sahel.

Bourita ha affermato che il Marocco si è impegnato a rispettare il cessate il fuoco.

Senza fornire alcun dettaglio, il Polisario ha segnalato nei giorni scorsi attacchi lungo il muro costruito dal Marocco negli anni ’80 per impedire l’infiltrazione dei combattenti del Polisario.

L’esercito marocchino ha detto di aver messo in sicurezza il valico di frontiera di Guerguerat installando “un cordone di sicurezza” lungo il muro.

Le foto rilasciate dall’esercito marocchino dopo l’operazione di venerdì hanno mostrato delle tende in fiamme che sarebbero state utilizzate dal Polisario vicino al confine con la Mauritania.

I rapporti Ue-Africa sullo sfondo

L’Unione europea, in particolare nell’opera dell’Alto rappresentante per la politica estera, sta cercando di rinforzare il partenariato con l’Africa e negli ultimi periodi Borrell è stato in visita nel continente per un rilancio delle politiche.

L’Ue è il primo partner dell’Africa per quanto riguarda cooperazione commerciale, economica e per lo sviluppo, rapporti che nel 2018 hanno prodotto 25 miliardi di euro, pari al 58% dell’aiuto pubblico allo sviluppo totale dell’Africa, mentre nel 2019 il 30,7% degli scambi di merci dell’Africa si è svolto con l’Ue.

L’emergenza Covid-19 ha confermato l’importanza del partenariato e la necessità di rinforzarlo, anche per affrontare le minacce globali che entrambe i continenti devono affrontare.

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