Polonia, il governo vuole una legge anti-Lgbt* come quella ungherese

Il ministro polacco dell'educazione e della scienza Przemyslaw Czarnek (a destra). [Wikimedia Commons]

In un’intervista ad un settimanale conservatore polacco il ministro Czarnek, già accusato di omofobia e fondamentalismo, ha elogiato gli illiberali provvedimenti ungheresi.

La Polonia vorrebbe ispirarsi, anzi addirittura copiare la legge ungherese che vieta alle scuole di utilizzare materiali che promuovono l’educazione civica sul tema dell’omosessualità. A dirlo è stato il ministro dell’istruzione polacco Przemysław Czarnek.

Il provvedimento approvato nel paese governato dal nazionalista Viktor Orbán, ha scatenato l’indignazione della Commissione europea e dei leader dell’Ue. Il primo ministro olandese Mark Rutte ha detto che l’omologo ungherese dovrebbe rispettare i diritti Lgbt* o lasciare l’Unione.

Il governo nazionalista polacco invece attacca quella che definisce “ideologia Lgbt”. Il ministro di Varsavia, in un’intervista al settimanale conservatore Sieci, pubblicata lunedì 28 giugno, ha elogiato la norma varata da Budapest.

“Questa legge afferma che le lezioni scolastiche che toccano le questioni della sessualità non devono promuovere il cambiamento di sesso o l’omosessualità”, ha detto, rincarando: “Dovremmo copiare questi regolamenti sul suolo polacco nella loro interezza”.

Le note opinioni ultraconservatrici di Czarnek sui diritti Lgbt*, nonché quelle revisioniste sulla storia degli ebrei in Polonia, gli sono valse le accuse di omofobia, xenofobia e fondamentalismo, tanto che è stata messa in discussione la sua nomina a ministro dopo le elezioni del 2020.

Legge contro i diritti LGBT* in Ungheria, Von der Leyen: "È una vergogna"

La presidente della Commissione assicura: “Non faremo compromessi su questi principi”. La condanna di 13 Paesi Ue, a cui all’ultimo si è unita anche l’Italia.

“La legge ungherese è una vergogna, discrimina persone sulla base dell’orientamento sessuale va contro i valori …

La scorsa settimana  si era attirato aspre critiche dall’opposizione per i suoi commenti su una parata per i diritti Lgbt* a Varsavia, con i quali metteva in dubbio che il comportamento dei suoi partecipanti fosse “normale”.

Il governo nazionalista della Polonia ha anche proposto una legge che impedirebbe alle persone che vivono in coppie dello stesso sesso di adottare bambini, così come ai genitori single.

“Pur rispettando i diritti delle persone con un diverso orientamento sessuale, si dovrebbe sempre ricordare il valore più importante, che dovrebbe essere il migliore interesse del bambino in qualsiasi società”, ha dichiarato il ministero della Giustizia polacco in una nota inviata all’agenzia Reuters.

Nel luglio dello scorso anno la Commissione europea aveva respinto le domande di sovvenzione di sei città polacche che si erano dichiarate “zone libere dall’ideologia Lgbt” o avevano adottato dichiarazioni sui “diritti familiari” che Bruxelles considerava discriminatorie.

“I nostri trattati garantiscono che ogni persona in Europa sia libera di essere chi è, vivere dove vuole, amare chi vuole e puntare in alto quanto vuole”, disse in quell’occasione la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.