Polonia e Ungheria, l’Ue è pronta a inviare le lettere sulla condizionalità dello Stato di diritto

Il primo ministro ungherese Viktor Orban (a destra) e il polacco Mateusz Morawiecki (a sinistra). [EPA-EFE/Andrzej Lange POLAND OUT]

Secondo Bloomberg Bruxelles sarebbe pronta a inviare due missive a Varsavia e Budapest per chiedere chiarimenti nell’ambito del meccanismo di condizionalità che vincola i fondi Ue al rispetto dello Stato di diritto.

La Commissione è pronta a inviare una lettera a Polonia e Ungheria per chiedere chiarimenti nell’ambito del nuovo meccanismo di condizionalità sullo Stato di diritto. Bruxelles dovrebbe contestare le accuse secondo le quali i fondi europei potrebbero essere stati oggetto di corruzione o frode nei due Paesi.

A darne notizia è Bloomberg, secondo il quale le lettere sarebbero pronte già diverso tempo. Ma manca ancora la firma della presidente della Commissione. Von der Leyen, ricorda Bloomberg, il mese scorso aveva detto che nessuna misura sarebbe stata presa prima della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione sul ricorso presentato da Varsavia e Budapest contro il nuovo meccanismo di condizionalità che lega i fondi europei al rispetto dello Stato di diritto.

Bruxelles dovrebbe inviare le lettere alle due capitali nei prossimi giorni. I due paesi avranno circa otto settimane per rispondere, hanno spiegato alcuni funzionari della Commissione a Bloomberg. Se le risposte non saranno soddisfacenti, l’esecutivo Ue chiederà agli Stati membri di approvare l’invio di lettere formali di notifica, avviando di fatto la seconda fase della procedura.

Lo scontro tra i due Paesi e l’Unione va avanti da mesi. Quello tra Bruxelles e Varsavia, in particolare, si è inasprito ulteriormente negli ultimi mesi, soprattutto dopo la sentenza della Corte costituzionale polacca che ha messo in discussione il primato del diritto europeo su quello nazionale. Mercoledì 27 ottobre la Corte di giustizia dell’Ue ha condannato la Polonia a pagare alla Commissione europea una sanzione giornaliera da un milione di euro per non aver sospeso l’applicazione delle disposizioni nazionali relative alle competenze della camera disciplinare della Corte Suprema, un organo che secondo l’Ue limita gravemente l’indipendenza dei magistrati, influenzandone l’operato.

Per quel che riguarda l’Ungheria, venerdì 12 novembre, la Commissione europea ha deciso di deferirla alla Corte di giustizia Ue, chiedendo una condanna al pagamento di sanzioni pecuniarie per il mancato rispetto da parte dell’Ungheria delle norme in materia di asilo e rimpatrio. La richiesta fa seguito al mancato rispetto di Budapest di una precedente sentenza, del 2020, in cui la Corte ha giudicato la normativa ungherese sulle norme e le prassi nelle zone di transito al confine serbo-ungherese contraria al diritto Ue.