Orbán annuncia un referendum sulla contestata legge anti-LGBT*

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán. [EPA-EFE/ANDREJ CUKIC] [èEPA-EFE/ANDREJ CUKIC]

Il premier ungherese Viktor Orbán ha annunciato con un video sula sua pagina Facebook l convocazione di un referendum sulla contestata legge varata a giugno che equipara i genitori omosessuali ai pedofili e vieta la “propaganda” omosessuale nelle scuole e sui media, e che è costata a Budapest l’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione UE.

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“Bruxelles – ha detto Orbán nel video – ha chiaramente attaccato l’Ungheria nelle ultime settimane a causa della legge sulla protezione dei bambini”, che secondo il premier ungherese ha lo scopo di tenere fuori “la propaganda sessuale da asili, scuole, programmi TV e pubblicità”. Ora – ha proseguito Orbán – “Bruxelles chiede emendamenti alla legge sull’istruzione e alla legge sulla protezione dei minori”.

Secondo il premier ungherese, in Europa occidentale “gli attivisti LGBTQ visitano asili e scuole e conducono lezioni di educazione sessuale. Vogliono farlo anche qui in Ungheria, motivo per cui i burocrati di Bruxelles ci minacciano e avviano procedure di infrazione, abusando del loro potere”.

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In risposta, il governo di Budapest ha deciso di indire un referendum sui contenuti della legge, che si articolerà in cinque quesiti. Ai cittadini verrà chiesto se sono o no favorevoli a:

  • allo “svolgimento di presentazioni negli istituti di istruzione pubblica per introdurre i minori a temi sull’orientamento sessuale senza l’autorizzazione dei genitori”;
  • alla “promozione di trattamenti di riassegnazione di genere per i minori”,
  • ai “trattamenti di riassegnazione di genere messi a disposizione dei minori”;
  • alla “possibilità che ai minori vengano mostrati, senza alcuna restrizione, contenuti mediatici di natura sessuale in grado di influenzare il loro sviluppo”;
  • alla possibilità “che ai minori vengano mostrati contenuti multimediali che dimostrino la riassegnazione di genere”.

A tutte le domande, ha detto Orbán, il suo governo inviterà a votare “no”, “come quando cinque anni fa Bruxelles voleva imporci di accogliere i migranti”: “Abbiamo avuto successo una volta, avremo successo di nuovo”, ha concluso il premier ungherese.

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