Lo scandalo dei passaporti falsi di Cipro: un buco nella sicurezza europea

Dal 2017 fino alla fine del 2019 la legislazione e il governo  di Cipro permettevano a chiunque di acquistare il passaporto nazionale per la cifra di 2,5 milioni di dollari. [EPA-EFE/KATIA CHRISTODOULOU]

“The Cyprus papers”, l’inchiesta esclusiva di Al Jazeera, rivela che personalità politiche e dirigenti del mondo arabo e asiatico hanno comprato passaporti ciprioti per un investimento di 2,5 milioni di dollari. E l’Unione europea ora valuta la procedura di infrazione contro Cipro.

C’è una “porta dorata”, accesso privilegiato alla cittadinanza europea. Quel buco nella sicurezza europea, chiamato “golden passport” è il mercato dei passaporti ciprioti. Lo rivela Al Jazeera nell’inchiesta “The Cyprus papers”, chiaro riferimento alla più nota “Panama papers”.  I passaporti d’oro appartengono a dirigenti conosciuti come ‘PEPs’ (politcally exposed persons),  una categoria di individui riconosciuta a livello internazionale ad alto rischio di corruzione.

Dal 2017 fino alla fine del 2019 la legislazione e il governo  di Cipro permettevano a chiunque di acquistare il passaporto nazionale per la cifra di 2,5 milioni di dollari. Nessuna faticosa procedura amministrativa per gerarchi asiatici, sauditi e del Medio oriente. L’acquisto cash rappresentava l’unico criterio per accedere alla cittadinanza cipriota, ma soprattutto europea. Sotto pressione dell’Unione europea le regole sono cambiate. Ora non è più possibile comprare un passaporto tout court e, da luglio 2020, il governo cipriota ha deciso di togliere il passaporto “acquisito” a chiunque “rappresenti una minaccia per la sicurezza nazionale

Secondo Al Jazeera molti dei passaporti d’oro erano già nelle mani dei ricchi dirigenti e dignitari medio orientali e asiatici, ma le nuove regole non si applicherebbero a chi abbia già pagato i 2,5 milioni. I nomi rivelati dai leak di Al Jazeera sono tutti di alti dirigenti internazionali,  interessati da procedimenti giudiziari o in paesi dilaniati da guerre civili. C’è Nguyen Bac Son, ex ministro dell’Informazione in Vietnam, condannato all’ergastolo per corruzione alla fine del 2019. Poco prima dell’inizio del processo, come racconta il giornalista James Kleinfield, Bac Son ha ricevuto il suo passaporto per l’Europa dalle autorità cipriote.

Mir Rahman Rahmani, è il presidente del parlamento afghano che ha comprato la cittadinanza cipriota per sé, sua moglie e le tre figlie. Si sarebbe arricchito con la vendita di petrolio agli Stati Uniti. Najib e Tahab Bikati sono due nomi importanti legato alla politica libanese che possiedono un passaporto d’oro: si tratta dell’ex primo ministro libanese e di suo fratello, entrambi imprenditori multi miliardari che hanno avuto in passato guai con la giustizia. Da un anno in Libano ci sono proteste contro la corruzione della classe dirigente e una grave crisi economica che ha ridotto metà della popolazione sotto la soglia di povertà.
Altri nomi coinvolti nel “Cyprus papers” includono politici russi e ucraini.

Come tutti i passaporti europei il passaporto cipriota garantisce diritti di libera circolazione, lavoro e investimento in tutta l’Unione europea. Il procedimento “normale” per l’acquisizione di un passaporto da parte di un cittadino di un paese terzo (extra Ue) avviene per naturalizzazione. Le procedure variano a seconda degli Stati ma i criteri principali per la concessione della nazionalità e della cittadinanza europea sono  la residenza continuativa sul territorio dello Stato e un reddito da lavoro. Negli Stati Ue il criterio per la residenza utile alla naturalizzazione varia da 3 a 10 anni. Secondo Eurostat nel 2018 circa 672 mila persone provenienti da paesi terzi hanno acquisito la cittadinanza europea. Il 17 % delle naturalizzazioni totali è avvenuto in Italia, il 17% in Germania e il 16% in Francia: si tratta degli Stati che hanno rilasciato più frequentemente il proprio passaporto a cittadini di paesi terzi.

Cipro fa parte dell’Unione europea dal 2004 e dell’Eurozona dal 2008. Il paese è diviso tra la “parte europea”, con capitale Nicosia, e la “parte nord turca”, occupata militarmente dalla Turchia dal 1974, che non fa parte dell’Unione europea. La disputa militare su Cipro ha rallentato in passato le trattative per l’adesione della Turchia all’Unione europea.
La legislazione e la pratica del governo cipriota diverge dalle procedure standard di tutti gli Stati europei. Rappresenterebbe anche una minaccia per la sicurezza europea perché i nomi scritti sui passaporti d’oro sono compromessi nei loro paesi d’origine e provenienti da paesi su cui sono in vigore sanzioni, come la Russia. La pensa così anche l’ong anti corruzione Transparency International ha definito questo problema “sistemico” e ha lanciato un appello alle istituzioni europee per la riforma di queste procedure a livello continentale.
Dopo la pubblicazione dell’inchiesta di Al Jazeera  il commissario europeo alla Giustizia Didier Reynerds ha dichiarato che l’Unione europea valuterà una procedura di infrazione contro Cipro. Reynerds ha anche annunciato che sarebbe preferibile cancellare le pratiche di “investimento” nei passaporti in tutto il continente. Nicos Nouris, primo ministro di Cipro ha accusato Al Jazeera di “falsificare dati e informazioni”. Nella sua risposta alle dichiarazioni di Reynerds ha rivendicato la legalità dei procedimenti perché “tutte le persone di cui non faro nomi per ovvi motivi al momento del rilascio del passaporto non erano interessati da indagini giudiziarie”. Un’altra isola europea, dopo Malta con il caso sollevato da Daphne Caruana Galizia, è ora al centro di un potenziale scandalo che rivela presunti attori nella corruzione a livello internazionale.