L’Europa dei senza dimora: sempre più donne e bambini vivono per strada

Spesso i più deboli, avverte, il rapporto, sono i rifugiati, invisibili tar gli invisibili. [United for Intercultural Action]

Secondo le stime della Fondazione Abbé Pierre e FEANTSA, ogni notte circa 700.000 persone nell’Unione europea dormono per strada, una cifra che è aumentata del 70% negli ultimi dieci anni. Tuttavia, durante la recente crisi sanitaria, questo numero è diminuito drasticamente grazie alle misure d’emergenza adottate da tutti i Paesi europei per offrire rifugio ai più vulnerabili. 

Il report “Fifth overview of Housing Exclusion in Europe” della Fondazione Abbé Pierre e FEANTSA quest’anno è focalizzato sulle persone in esilio, che sono un numero molto elevato tra i senzatetto. 

Sempre più donne, bambini e stranieri si ritrovano per strada. E le grandi città europee sono purtroppo piene di invisibili. Fuori dalla Stazione Termini di Roma dormono centinaia di persone e tra le eleganti strade di Parigi si incrociano molte famiglie con bambini piccoli che vivono per strada. 

Come riporta Isabelle Rey-Lefebvre su Le Monde la cifra presentata nel report va presa con cautela, in quanto si basa sui censimenti parcellizzati, avverte Freek Spinnewijn, direttore di Feantsa. Oltretutto, il fatto che non esistano dati a livello europeo comparabili sul fenomeno dei senzatetto e che dunque le persone interessate siano escluse dai dati sull’edilizia abitativa e di conseguenza dai dati Eurostat, pone un consistente problema di invisibilità.

Con rare eccezioni, come la Finlandia, i Paesi europei nel loro insieme hanno vissuto, tra il 2008 e il 2018, un’esplosione del numero delle persone rimaste senza fissa dimora: + 211% in Irlanda; + 121% nei Paesi Bassi; + 72% in Inghilterra; + 50% in Francia, ma si tratterebbe di dati sottovalutati. “In tutte le città europee, dalle più ricche alle meno prospere, ci sono persone che dormono per strada, il che significa una radicale esclusione dalla società”, dice Nicolas Schmit, Commissario europeo per l’occupazione e i diritti sociali. 

Povertà crescente, perdita del lavoro, emarginazione sociale colpiscono sempre più persone in condizione di vulnerabilità ma spesso i più deboli, avverte, il rapporto, sono i rifugiati, invisibili tar gli invisibili. In Grecia ad esempio il 51% dei 3.774 minori non accompagnati non ha fissa dimora.

I dati che ci restituiscono una situazione drammatica però sono molti: in Irlanda 1 senzatetto su 3 in un alloggio temporaneo è un bambino; in Svezia tra il 1993 e il 2017, la quota di donne tra la popolazione senza fissa dimora è passata dal 17% al 38%; in Olanda il numero dei giovani senzatetto è passato da 4.000 nel 2009 a 12.600 nel 2018; In Germania le famiglie con bambini rappresentano il 27,2% dei rifugiati senza fissa dimora. 

La Fondazione Abbé Pierre e la FEANTSA hanno dimostrato che, mobilitando meno del 3% delle sovvenzioni previste dal budget del Piano di recupero post-Covid, l’Unione europea e gli Stati membri sono in grado di reinsediare immediatamente tutti i senzatetto in Europa in condizioni dignitose per un anno intero.

 

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