Legge Zan contro l’omotransfobia: gli eurodeputati chiedono di calendarizzare la discussione in Senato

La eurodeputata tedesca Terry Reintke, Presidente dell'Intergruppo LGBTI al Parlamento europeo e Vice-Presidente dei Verdi, aderisce alla campagna #diamociunamano

Il Ddl Zan che concerne “misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità” è ancora bloccato in Senato. Un gruppo di eurodeputati dell’intergruppo LGBTI scrivono al senatore Ostellari.

Il presidente (in quota Lega) della commissione Giustizia di Palazzo Madama, Andrea Ostellari, continua a non mettere in calendario la discussione sul ddl Zan sulle “misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”.
Negli ultimi giorni la società civile si è mobilità in rete, soprattutto sui social, con la campagna #diamociunamano per sostenere dal basso l’approvazione del Ddl Zan: artisti, attori, cantanti, persone comune hanno postato negli ultimi giorni una foto con la mano in primo piano e la scritta “Ddl Zan”.

Oltre alla società civile, però, è arrivato un segnale molto forte anche da un gruppo di eurodeputati. Sono gli eurodeputati delll’Intergruppo LGBTI al Parlamento europeo.
In una lettera ufficiale, indirizzata a Ostellari, ma inviata per conoscenza anche alla presidente Elisabetta Casellati e a tutti i membri della commissione Giustizia del Senato, gli eurodeputati scrivono di essere preoccupati “per il ritardo nella calendarizzazione del voto del disegno di legge sulle misure per prevenire la violenza e la discriminazione per motivi di sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità”. “Riteniamo”, aggiungono gli eurodeputati, “che la mancanza di una procedura rapida da parte della commissione Giustizia del Senato abbia indebitamente ritardato l’adozione di una legge che contribuirà sostanzialmente alla protezione dei gruppi vulnerabili in Italia, in particolare delle persone LGBT, in linea con i valori europei e il programma di lavoro della Commissione europea”.

Il ddl Zan modificherebbe gli articoli 604-bis e 604-ter del Codice penale in materia di violenza/discriminazione razziali, etniche e religiose, aggiungendo anche i motivi di orientamento sessuale o identità di genere.
Lega e Fratelli d’Italia però sono contrari e spiegano di non ritenere necessaria una legge ad hoc contro atti e manifestazioni violente e discriminatorie fondate sull’identità sessuale e di genere, affermando sostanzialmente che siano sufficienti le misure che vietano le aggressioni o le discriminazioni.
In verità sia la Commissione europea sia il Parlamento europeo, come si legge nella lettera, sono di tutt’altro avviso e spingono perché gli Stati membri adottino misure adeguate contro l’omofobia e la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Tra i firmatari anche diversi eurodeputati italiani: Brando Benifei, Fabio Massimo Castaldo, Andrea Cozzolino, Chiara Maria Gemma, Daniela Rondinelli, Dino Giarrusso, Elisabetta Gualmini, Franco Roberti, Pina Picierno, Irene Tinagli, Isabella Adinolfi, Laura Ferrara, Mario Furore, Massimiliano Smeriglio, Patrizia Toia, Pierfrancesco Majorino, Pietro Bartolo, Rosa d’Amato, Sabrina Pignedoli, Sandro Gozi, Tiziana Beghin.