La Spagna sarà il quarto Paese Ue a rendere legale l’eutanasia

Alcuni manifestanti con in mano cartelli con la scritta "Per poter scegliere di morire senza soffrire" dopo l'approvazione della legge sull'eutanasia sostenuta da tutti i partiti, tranne l'estrema destra Vox e il Partido Popular. EPA-EFE/Kiko Huesca

La Spagna diventerà il quarto Paese europeo a rendere l’eutanasia legale, dopo Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Il “disegno di legge sull’eutanasia” è stato approvato dalla Camera e andrà ora al Senato spagnolo, per essere formalmente approvato nel 2021.

Dopo un serrato dibattito in Parlamento sui concetti di vita e di morte, nonché sulle loro implicazioni morali e giuridiche, 198 deputati hanno finito per votare a favore del progetto di legge, mentre 138 hanno votato contro. Solo in due si sono astenuti.
Il termine “eutanasia” viene dal greco antico significa letteralmente buona morte. Al centro del dibattito il diritto di ogni individuo di porre fine alla propria vita in caso di sofferenze insopportabili, senza alcuna speranza di guarigione o di miglioramento della propria condizione.

Fuori dalla Spagna

Il “disegno di legge sull’eutanasia”, dopo l’approvazione della Camera, andrà ora al Senato spagnolo, e sarà formalmente approvato nel 2021. A quel punto la Spagna sarà il quarto Paese europeo a prevedere l’eutanasia. Nel resto del mondo l’eutanasia si può praticare legalmente anche in Canada e Nuova Zelanda. In Svizzera, come in altri Paesi, invece, l’eutanasia è illegale ma si può invece ricorrere al suicidio assistito; la differenza sta nel fatto che nel secondo caso è il diretto interessato a porre fine alla propria esistenza e alle proprie sofferenze.
L’11 dicembre la Corte costituzionale austriaca aveva dichiarato illegittimo il divieto di dare assistenza alle persone che intendono ricorrere al suicidio assistito, ribaltando la precedente decisione della Corte penale del Paese. Anche se la decisione lascia in vigore il divieto per l’eutanasia, aprirà degli scenari nuovi anche per l’Austria.

Le posizioni dei partiti spagnoli

Con questo voto, il primo ostacolo per l’eutanasia legale in Spagna è stato superato. Il via libera arriva grazie al voto favorevole del Psoe socialista e dell’Unidas Podemos. Si tratta però di un tema certamente molto divisivo: mentre alcuni hanno descritto il voto come “storico”, altri lo hanno deplorato.
Il partito di centro-destra Partido Popular (PP) e il partito di estrema destra Vox hanno sottolineato che le cure palliative dovrebbero essere l’unica alternativa all’eutanasia, facendo eco alle voci di molti cattolici pro-life in Spagna.
La coalizione al potere ha invece spinto per una legislazione che depenalizzi l’assistenza medica per le persone che chiedono il diritto di morire nei centri sanitari o a casa – dopo un processo deliberativo e consapevole e con il rigoroso controllo di una specifica commissione medica.

Le condizioni

Il disegno di legge entrerà in vigore tre mesi dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dello Stato (Boletín Oficial del Estado). Da quel momento, gli adulti in Spagna che soffrono di una malattia grave e incurabile o di qualsiasi grave condizione cronica che causa “intollerabili sofferenze fisiche o psicologiche” senza possibilità di cura o di miglioramento, potranno richiedere l’assistenza medica per morire. Sarà il Sistema sanitario nazionale (Seguridad Social) a fornire l’assistenza medica durante il processo.
Per esercitare il proprio diritto, i pazienti dovranno però confermare la loro volontà di morire in almeno quattro occasioni durante l’intero processo e ovviamente in qualsiasi momento, il paziente può cambiare idea. La legge prevede anche il diritto dei medici all’obiezione di coscienza e stabilisce la creazione di una Commissione di garanzia e di valutazione in ogni regione spagnola.