La Polonia vuole invitare Svetlana Tikhanovskaya al vertice di Visegrad ma la Repubblica Ceca dice no

La leader dell'opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya durante una conferenza stampa a Varsavia. EPA-EFE/Piotr Nowak POLAND OUT

Mentre in Bielorussia proseguono le proteste dei manifestanti contro Lukashenko e mentre sui social sono diffuse le immagini soprattutto delle donne che manifestano pacificamente e che vengono arrestate, il premier polacco ha proposto di invitare Svetlana Tikhanovskaya ad un vertice con Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, ma senza successo.

Rispetto alla delicatissima questione in Bielorussia, vi sono alcuni Paesi UE che vorrebbero una presa di posizione ancora più forte da parte dell’Unione nei confronti di Lukashenko: i paesi baltici, Estonia, Lettonia e Lituania, e i paesi dell’est, tra cui i cosiddetti Paesi di Visegrad-quattro (V4), Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Sono quei paesi che temono moltissimo l’influenza russa nel piccolo paese che è salito alla ribalta della cronaca di tutto il mondo solo per le ultime contrastatissime elezioni. 

Svetlana Tikhanovskaya, la leader dell’opposizione che secondo i manifestanti sarebbe la legittima Presidente eletta della Bielorussia, è prima fuggita, per paura di essere arrestata, in Lituania e ora è in Polonia. Anche Olga Kovalkova, stretta collaboratrice e legale della leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya, ha lasciato la Bielorussia alla volta di Varsavia.

Tikhanovskaya ha partecipato a un forum economico polacco e a diversi eventi con il primo ministro Mateusz Morawiecki a Varsavia e proprio Morawieck avrebbe voluto invitarla anche al vertice con gli altri paesi di Visegrad. Il primo ministro ceco Andrej Babis ha però posto il veto giovedì sostenendo che un tale passo sarebbe stato “frettoloso”.

Babis ha ripetutamente chiesto che siano ripetute le elezione in Bielorussia e ha detto che le proteste dei manifestanti che da settimane scendono in piazza contro il regime di Alexandr Lukashenko hanno bisogno di sostegno.

Allo stesso tempo però Babis ha respinto la proposta di un incontro da parte della Polonia, che presiede il gruppo Visegrad che comprende anche Ungheria e Slovacchia con la leader dell’opposizione bielorussa. “Non voglio fare un passo affrettato che non sia in linea con la posizione paneuropea, che dia munizioni alla propaganda bielorussa e che alla fine si riveli controproducente”, ha spiegato Babis.

Secondo funzionari polacchi interpellati dalla Reuters, il vertice del gruppo di Visegrad si concentrerà comunque in gran parte sulla Bielorussia, con l’obiettivo di coordinare una posizione comune che metta sotto pressione l’Unione europea per decidere azioni più forti.

L’Unione europea dovrebbe infatti imporre sanzioni economiche a 31 alti funzionari bielorussi ma i problemi nel Mediterraneo orientale con la Turchia hanno ritardato l’applicazione delle sanzioni UE. Da qui le pressioni dei Visegrad e in generale di tutti i paesi vicini geograficamente alla Bielorussia.