Intelligence e libertà di stampa, la Corte costituzionale tedesca dà ragione ai giornalisti

epa08402388 (FILE) - An exterior view of the German Federal Constitutional Court in Karlsruhe, Germany, 16 April 2019 (reissued 05 May 2020). The German Federal Constitutional Court on 05 May 2020 in its ruling said the German central bank, Bundesbank, has to end within three months buying bonds of German government as part of the European Central Bank, ECB, stimulus programme called Public Sector Purchase Programme if the ECB cannot prove purchasing bonds of German government is necessary. EPA-EFE/RONALD WITTEK

Accolte le denunce delle associazioni di giornalisti contro la “legge BND” rispetto a violazioni costituzionali da parte dei servizi segreti tedeschi.

Dichiarata incostituzionale la sorveglianza della BND, il Servizio federale di Intelligence della Germania. La Corte costituzionale tedesca ha stabilito il 19 maggio che i servizi hanno violato la costituzione rispettivamente alle attività di telecomunicazione all’estero, riguardanti giornalisti tedeschi e non.

I giudici costituzionali hanno così accolto le denunce contro la “legge BND”, entrata in vigore nel 2017, presentate da Reporter senza frontiere, dalla Società per le libertà civili (GFF) e da altre organizzazioni di media, nonché da diversi giornalisti stranieri.

“Il tribunale ha stabilito che la legge BND ignora sia la libertà di stampa garantita dall’articolo 5 sia la libertà di telecomunicazione garantita dall’articolo 10 della Legge fondamentale – dicono esultanti da Reporter senza frontiere –, in quanto non riconosce che la sorveglianza straniera debba essere condotta in conformità alla Legge fondamentale”.

“I giornalisti – proseguono -, devono godere di una protezione speciale. Criteri più severi devono essere applicati anche alla sorveglianza mirata delle persone. Inoltre, la sorveglianza internazionale deve essere controllata in modo molto più efficace da organismi indipendenti con una propria sovranità di bilancio. La sentenza stabilisce così nuovi standard per la protezione dei diritti umani a livello internazionale e per la libertà di stampa”.

Il BND ha presentato una lunga argomentazione secondo cui la Costituzione tedesca (Grundgesetz) non protegge tutti, ma la Corte non ha accolto le rimostranze del servizio di Intelligence e ha ritenuto che le attività principali dell’agenzia richiedano una profonda revisione. Con la sentenza, infatti, viene stabilito che dovranno essere garantite regole più stringenti sull’attività di spionaggio dei servizi tedeschi sulle attività di telecomunicazione, per evitare di violare diritti fondamentali; quindi le disposizioni vigenti andranno rivedute in conformità della Costituzione entro e non oltre la fine del 2021, il che vale a dire che il Parlamento ha tempo entro la fine del prossimo anno per elaborare nuove regole da introdurre.

Infine i giornalisti che hanno smosso le acque “sperano che la sentenza della Corte costituzionale federale stabilisca degli standard anche per le attività dei servizi segreti di altri Stati”, affermano da Reporter senza frontiere.