Hong Kong, l’Ue limita le esportazioni che potrebbero essere usate per la sorveglianza

Hong Kong

Martedì (28 luglio) l’Unione Europea ha deciso di limitare le esportazioni a Hong Kong di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la sorveglianza e la repressione dopo l’imposizione da parte di Pechino di una nuova e controversa legge sulla sicurezza.

L’Unione ha espresso “grave preoccupazione” per la nuova legge, affermando che essa avrebbe gravemente eroso le libertà di Hong Kong che avrebbero dovuto essere tutelate nei termini fissati durante il passaggio di consegne dalla Gran Bretagna alla Cina. L’Ue ha lottato per fornire una risposta unitaria alla Cina. Gli Stati membri sono profondamente divisi sul fatto di opporsi a Pechino – un partner commerciale di enorme importanza – o di cercare di cooperare con essa. Ma a seguito di una proposta di Francia e Germania, martedì i 27 Stati membri hanno accettato di limitare le esportazioni verso Hong Kong di tecnologia che potrebbe essere utilizzata per “la repressione interna, l’intercettazione delle comunicazioni interne o la cyber-sorveglianza”.

“L’UE considera la legislazione di sicurezza nazionale per Hong Kong… una questione di grave preoccupazione”, ha detto una dichiarazione del Consiglio dell’UE, dove hanno sede i leader di tutti gli Stati membri. “L’UE è particolarmente preoccupata per l’ampia erosione dei diritti e delle libertà che avrebbero dovuto rimanere protetti almeno fino al 2047”. Insieme alla restrizione delle esportazioni, l’UE elaborerà anche delle misure volte a sostenere la popolazione dell’ex colonia britannica, concedendo visti, borse di studio e scambi accademici per facilitare i viaggi in Europa. Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha detto che con la nuova legge sulla sicurezza in vigore, “ha senso non trattare Hong Kong in modo diverso dalla Cina continentale” quando si tratta dell’esportazione di attrezzature che possono essere utilizzate per la repressione.

Martedì scorso Pechino ha annunciato la sospensione dei trattati di estradizione con il Canada, l’Australia e la Gran Bretagna, a seguito di iniziative simili da parte di questi Paesi in merito alla nuova legge. L’ex governatore coloniale di Hong Kong, la Gran Bretagna, ha sospeso il trattato di estradizione la scorsa settimana, affermando che la legge sulla sicurezza aveva “cambiato in modo significativo i presupposti chiave”, compresa una disposizione che prevedeva di far giudicare alcuni casi nella Cina continentale.

Pechino insiste sul fatto che la legge sulla sicurezza è necessaria per ripristinare la stabilità del centro finanziario dopo un lungo periodo di disordini politici.