Grecia, lo scandalo pedofilia nel teatro scuote la politica nazionale

Il consiglio del noto Festival del cinema di Salonicco ha chiesto le dimissioni del ministro della cultura Lina Mendoni. [EPA-EFE/ORESTIS PANAGIOTOU]

L’ex direttore del Teatro nazionale greco Dimitris Lignadis è stato arrestato sabato 20 febbraio con l’accusa di aver compiuto numerosi stupri, anche ai danni di bambini, portando a uno scambio di accuse tra i politici di maggioranza (Nuova democrazia, Ppe) e opposizione (Syiriza, Gue-Ngl).

Lignadis è stato arrestato con l’accusa di aver compiuto numerosi stupri, anche con il coinvolgimento di minori, nel 2010 e nel 2015. L’uomo ha negato tutto finora. I media greci hanno riportato che in settimana ci saranno altre testimonianze che metteranno maggiore chiarezza alla vicenda. Secondo fonti della corte, riportate dal sito greco Documento.gr, sarebbero coinvolti nello scandalo anche bambini rifugiati.

Un crescente numero di artisti è uscito allo scoperto nelle ultime settimane, dichiarando pubblicamente di aver subito molestie sessuali da parte di attori famosi in passato. Lo scandalo è iniziato con la confessione dell’ex medagliata olimpica nella vela Sofia Bekatorou, che ha testimoniato di aver subito abusi sessuali da parte di un alto ufficiale della Federazione ellenica della vela nel 1998.

La sua testimonianza ha confinto decine di altre donne del mondo dello spettacolo, che hanno riportato a loro volta casi simili. Tuttavia, il caso ha acquistato una forte connotazione politica dopo che il ministro della cultura Lina Mendoni (Ppe) ha scelto di non dimettersi.

“Mi ha ingannato […] con la sua arte recitativa, cercava di convincerci di non avere niente a che fare con le voci”, ha dichiarato Mendoni. “Dimitris Lignadis è un uomo pericoloso, ma questo l’abbiamo scoperto solo ora”, ha aggiunto, sottolineando che non è mai stato “un suo amico”.

Qualche giorno prima, tuttavia, Mendoni aveva pubblicamente dichiarato che non c’era nessuna accusa a carico di Lignadis, che quindi non si sarebbe dimesso.

L’europarlamentare di sinistra Stelios Kouloglou (Gue-Ngl) ha dichiarato a EURACTIV.com che Mendoni dovrebbe essere ritenuta responsabile. “Quando si è insediata, ha cancellato la competizione per il ruolo di direttore del Teatro nazionale e ha affidato l’incarico  a Lignadis. Ora dice di non sapere nulla della sua ‘vita segreta’, ma in ogni caso deve assumersi le sue responsabilità politiche”, ha detto.

“C’è un tentativo di coprire sistematicamente gli aspetti politici del caso perché Lignadis aveva dei rapporti con il primo ministro. Di fatto, la vicenda era nota all’élite ed è tipica dell’ipocrisia della classe politica al potere in questo momento”, ha aggiunto Kouloglou.

Con una decisione unanime, anche il consiglio del noto Festival del cinema di Salonicco ha chiesto al ministro della cultura di dimettersi. “Diamo per scontato […] che l’unica possibile soluzione siano le sue dimissioni immediate”, si legge in una dichiarazione.

Il partito di sinistra di Syriza è stato accusato di aver cercato di politicizzare l’accaduto, che tutte le parti condannano come inaccettabile. D’altro canto, l’opposizione sostiene che il partito al potere abbia cercato inizialmente di nascondere il coinvolgimento di Lignadis, probabilmente perché era stato nominato direttore del Teatro nazionale proprio da loro.

Nel frattempo, l’eurodeputata Eliza Vozemberg è stata il primo membro di Nuova democrazia a chiedere le dimissioni del ministro Mendoni. “È una sua responsabilità quella delle nomine, che sia stata raggirata o no”, ha dichiarato, aggiungendo che “non è una responsabilità del primo ministro”.