Giustizia, i ministri europei lavorano per una digitalizzazione del settore

Il commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders. [EPA-EFE/FRANCISCO SECO / POOL]

Molti argomenti all’ordine del giorno nella riunione dei ministri della Giustizia, che si sono collegati in videoconferenza oggi (9 ottobre). Tra questi la permanenza dell’antisemitismo nella società, gli abusi sessuali sui minori, la strategia sull’intelligenza artificiale e il lavoro della procura generale europea (Eppo).

I ministri della Giustizia europei si sono riuniti venerdì 9 ottobre in videoconferenza, discutendo di numerosi aspetti importanti. In evidenza la digitalizzazione della giustizia, una necessità resa evidente dalla pandemia, che ha dimostrato l’importanza di procedimenti giudiziari rapidi ed efficienti, capaci di lavorare anche in condizioni difficili.

Come ha confermato il commissario europeo alla Giustizia Didier Reydners, “il 20% del Recovery Fund sarà destinato alla digitalizzazione. La Commissione si impegna ad accelerare il processo nel settore per portare vantaggi tangibili a cittadini e imprese europei”.

Il ministro della Giustizia tedesco Christine Lambrecht ha a sua volta sottolineato l’importanza del progresso nel settore, aggiungendo che “l’intelligenza artificiale può essere una grande opportunità per aiutare il lavoro dei giudici, ma servono standard rigorosi per evitare la lesione di diritti umani fondamentali. Le sentenze, però, non possono essere automatizzate del tutto: l’ultima parola sarà sempre dell’uomo”.

Proprio sull’intelligenza artificiale, è emersa la necessità di una regolamentazione specifica: si lavorerà all’aggiornamento del Libro bianco sull’IA già presente, per garantire la tutela della privacy degli utenti ed evitare il rischio di discriminazioni causate dall’uso di sistemi digitali.

Nell’agenda europea era presente anche il problema degli abusi sessuali su minori, sia online che offline. La Commissione europea ha recentemente presentato una strategia per la tutela dei diritti delle vittime di abusi e una per la protezione dei minori, esposte dalla commissaria per gli Affari interni Ylva Johansson.

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I ministri della Giustizia dei 27 Stati membri hanno concordato una maggiore collaborazione tra le forze di polizia e con l’Europol, anche a livello transfrontaliero, per combattere la diffusione della pedopornografia. Inoltre, si lavora anche con le piattaforme digitali per permettere la rimozione immediata di tali materiali dalla circolazione.

Allo stesso tempo, si è permesso ai fornitori di servizi di continuare a inviare segnalazioni volontarie riguardanti potenziali abusi, una pratica messa a rischio dalla recente approvazione del codice di comunicazione lo scorso dicembre. Sarà con tutta probabilità istituita una legislazione temporanea per permettere tali segnalazioni.

In ricordo dell’anniversario degli attentati a sfondo antisemita di Halle, avvenuti il 9 ottobre 2019 e costati la vita a due persone, il ministro Lambrecht ha ricordato che questa piaga non è ancora debellata dalla società e bisogna lavorare per combatterla. Solo un ebreo su cinque denuncia eventuali abusi subiti, perciò è necessario convincerli dell’efficienza della giustizia nei confronti di chi compie azioni violente di stampo antisemita.

Infine i ministri sono stati aggiornati sul procedimento di formazione della procura europea (Eppo), presieduta dalla procuratrice generale Laura Codruţa Kövesi. Si tratterà di un’istituzione fondamentale nel prossimo futuro, secondo il commissario Reynders, che ha sottolineato il suo ruolo cardine nella vigilanza sull’applicazione delle norme di bilancio e sull’uso dei fondi di Next Generation Eu.