Germania, i candidati cancellieri concordano sul superamento dell’unanimità nell’Ue

Tutti e tre i candidati cancellieri hanno concordato sulla necessità di superare l'unanimità. [WDR/Oliver Ziebe]

I tre candidati alla successione di Angela Merkel si sono incontrati per il primo dibattito pubblico in vista delle elezioni di settembre. Tra i punti su cui si sono trovati d’accordo c’è la necessità di superare il voto all’unanimità per le decisioni nell’Unione europea.

Nel loro dibattito, i candidati Annalena Baerbock (Verdi), Armin Laschet (Cdu) e Olaf Scholz (Spd) hanno affrontato i temi più vari, dalla politica di difesa al cambiamento climatico, passando per la questione mediorientale e il Nord Stream 2. Angela Merkel e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen erano presenti al dibattito, trasmesso da Wdr.

È stata Annalena Baerbock a mettere sul piatto la questione dell’unanimità, ritenendola il maggior problema dell’Ue per prendere le decisioni più importanti. Gli altri candidati hanno concordato con lei, in linea di principio, pur mostrando posizioni meno decise.

Olaf Scholz ha dichiarato che ci sono alcune aree politiche in cui una soluzione diversa dall’unanimità potrebbe essere auspicabile, mentre Armin Laschet ha cautamente affermato di essere disposto a considerare una riforma dei Trattati dell’Ue.

Sul Nord Stream 2, tuttavia, Laschet e Scholz hanno affermato il loro sostegno al progetto, considerato “la cosa giusta da fare” e importante per “assicurare la riserva di energia della Germania”. Baerbock, invece, ha mostrato una linea più critica, riferendosi soprattutto alle posizioni degli Stati Uniti e del resto d’Europa.

“La Germania si trova isolata rispetto al resto dell’Ue su questo tema”, ha detto. Lo scorso anno i Verdi avevano chiesto che il Paese abbandonasse i lavori per l’impianto dopo il tentato avvelenamento con gas nervino del dissidente russo Alexey Navalny.

Sul tema della difesa, Laschet è stato chiaro nell’affermare che sotto la sua guida la Germania rispetterebbe la richiesta Nato del 2% del Pil dedicato alla difesa, mentre Scholz e Baerbock sono stati più cauti.

Infine, riguardo al clima Scholz e Laschet hanno sostenuto i recenti obiettivi climatici introdotti a livello legislativo dalla Germania, mentre Baerbock ha lanciato un attacco sul tema chiedendo ai due perché i loro partiti abbiano fatto così poco per l’ambiente.

Recovery Plan e fine dell'unanimità: le ricette per ripartire in Europa

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 Unanimità: si studiano metodi per superare il veto dell’Ungheria

Un diplomatico europeo, che ha preferito restare anonimo, ha rivelato ai giornalisti venerdì 21 maggio che l’Ue sta valutando metodi per superare i continui veti posti dall’Ungheria e procedere senza l’unanimità su una serie di questioni.

Recentemente, Budapest ha bloccato una dichiarazione critica della legge sulla sicurezza cinese imposta a Hong Kong, mentre il 18 maggio ha rifiutato di sostenere la richiesta di tregua nella guerra tra Israele e Palestina degli altri 26 Stati. Infine, venerdì l’Ungheria non ha accettato di approvare l’accordo di sviluppo con i Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico.

Il diplomatico ha dichiarato che il resto d’Europa non è soddisfatto dell’atteggiamento ungherese. In passato, ha ricordato, altri Stati membri hanno bloccato decisioni singolarmente, ma hanno sempre lavorato per trovare una soluzione. “Questo aspetto manca da parte di Budapest”, ha aggiunto il diplomatico.

“Spesso siamo riusciti a trovare un accordo su importanti questioni internazionali tra 26 Stati, ma non con il ventisettesimo. Non va bene”, ha detto la fonte. “L’opzione di rilasciare dichiarazioni ufficiali a 26 è possibile, ma non è ideale”, ha detto.

“Non indebolirebbe l’Ue a livello globale, ma sarebbe contro lo spirito dell’istituzione”, ha detto, aggiungendo di aspettarsi che gli Stati che non concordano facciano proposte costruttive per risolvere i problemi, una cosa che Budapest non fa a sufficienza.