Germania, 1 miliardo di euro e 89 misure per combattere il razzismo

Uno striscione con la scritta "il razzismo uccide" durante un raduno del partito Alternative fuer Deutschland a Luckenwalde, Germania, 24 maggio 2020. EPA-EFE/CLEMENS BILAN

Ieri, mercoledì 25 novembre, la commissione federale per la lotta all’estremismo di destra e al razzismo ha adottato un totale di 89 misure. Questo pacchetto, del valore di oltre un miliardo di euro, comprende tra le altre cose una maggiore assistenza alle vittime, alcune modifiche del diritto penale e la sostituzione della parola “razza” nella costituzione tedesca.

Il razzismo non è un problema solo negli Stati Uniti, sconvolti negli ultimi mesi dalla pubblicazione di numerosi filmati che documentano la violenza ingiustificata della polizia americana nei confronti degli afroamericani. Quello dell’emergere di nuove e pericolose forme di razzismo è un problema anche per l’Europa.
A livello globale, il numero di morti dovute al terrorismo sono diminuite per il quinto anno consecutivo, secondo l’Indice globale del terrorismo del 2020, ma gli attacchi di estrema destra sono aumentati del 250% a livello globale, raggiungendo un livello mai visto negli ultimi 50 anni.
In Germania ad esempio il comitato per la lotta all’estremismo di destra e al razzismo è stato fondato a marzo in seguito alla sparatoria razzista in un bar di Shisha nella città di Hanau  nel corso della quale sono state uccise nove persone. Ne fanno parte anche la cancelliera Angela Merkel (CDU), il ministro delle Finanze Olaf Scholz (SPD) e il ministro degli Interni Horst Seehofer (CSU).

Il comitato si propone di sensibilizzare la società nei confronti del problema del razzismo, di lavorare nel campo della prevenzione, di fornire sostegno alle vittime e di promuovere le pari opportunità. Per rendere concrete tutte queste azioni sarà messa a disposizione una cifra tutt’altro che simbolica: 1 miliardo di euro. Risorse importanti che serviranno a dare corpo a questi progetti tra il 2021 e il 2024. I progetti coprono aree di competenza di sette diversi ministeri e la Commissaria per le Integrazioni, Annette Widmann-Mauz (CDU) ha espresso soddisfazione per il fatto che tutte le misure “prendano in considerazione l’intera sfera sociale e che ora non solo affrontino la questione con una strategia globale, ma la affrontino in modo coerente”.

Il governo tedesco ha dunque deciso di impegnarsi nella lotta contro l’estremismo di destra e contro il razzismo, l’antisemitismo, l’antigitanesimo, l’ostilità nei confronti della comunità musulmana e contro il razzismo nei confronti dei neri, a partire da quattro macro obiettivi: aumentare la consapevolezza del razzismo come fenomeno sociale (rafforzando la cooperazione tra le autorità di sicurezza, la magistratura, le organizzazioni statali e della società civile), rafforzare la prevenzione contro l’estremismo di destra e il razzismo (lavorando anche sulla prevenzione dei discorsi d’odio su Internet e sviluppando ulteriormente l’educazione politica), proteggendo meglio le persone colpite da discriminazione razzista (migliorando le strutture per la lotta contro il razzismo) e rafforzando un sistema di pari opportunità di partecipazione per le persone migranti.

Tra le 89 misure elencate, quella che ha il significato simbolico più forte è quella che riguarda la sostituzione della parola “Razza” nella costituzione tedesca, laddove si dice che: “Nessuno può essere discriminato o favorito in base al sesso, alla discendenza, alla razza, alla lingua, alla nazionalità e alle origini, alla fede, al credo religioso o politico”. Il termine tedesco “Rasse” avrebbe un rimando all’ideologia nazista e suggerisce la divisione delle persone in categorie. È per questo motivo che il leader del partito dei Verdi Robert Habeck e il vicepresidente del Parlamento dello Schleswig Holstein, Aminata Touré, ne hanno chiesto la sostituzione.