Tutela della proprietà intellettuale, l’Italia è la peggiore tra i Paesi del G7

Il fotografo italiano Tony Gentile protesta per la modifica della legge sulla proprietà intellettuale delle fotografie in Italia, che non tutela abbastanza i professionisti del settore. [EPA-EFE/IGOR PETYX]

Il report 2020 dell’International Property Rights Index (Ipri) ha visto l’Italia perdere una posizione rispetto all’anno precedente, posizionandosi in 47esima posizione sui 129 Paesi considerati. A preoccupare è soprattutto il divario con gli altri Stati del G7, che occupano le posizioni di vertice della classifica.

Con punteggio di 6,152, l’Italia si colloca in penultima posizione tra i Paesi dell’Europa occidentale, precedendo solo la Grecia. Il distacco dal vertice della classifica, occupato dalla Finlandia, è di oltre 2 punti. Anche la media del G7, pari a 7,7, è molto lontana. Rispetto all’anno precedente, l’indice complessivo italiano è leggermente aumentato di valore, ma il Paese è sceso di una posizione nella classifica globale.

L’indice si compone di tre macrosezioni: il sistema politico e giuridico, la tutela dei diritti fisici e quella dei diritti intellettuali. Guardando i singoli indici presi in considerazione, l’Italia ottiene risultati sufficienti per quanto riguarda la registrazione e la protezione della proprietà fisica e si colloca nel segmento medio-alto per la protezione della proprietà intellettuale.

A far abbassare notevolmente l’indice contribuisce una pessima performance nella facilità di accesso ai prestiti, in cui l’Italia si posiziona 109° su 129 Paesi presi in considerazione. Mediocri anche i valori relativi all’ambiente politico e legale. In generale, l’Italia si colloca tra gli ultimi posti in Europa occidentale per ogni indice considerato.

La classifica mondiale

Come detto, la Finlandia si posiziona al primo posto, dove già si trovava l’anno precedente. Sul podio salgono anche Svizzera e Singapore, che risulta il miglior Stato asiatico. Seguono Nuova Zelanda, Giappone, Australia, Olanda, Norvegia, Lussemburgo e Danimarca nella top ten.

Gli Stati Uniti sono al 13° posto e primo del continente americano, mentre al primo posto in Africa si trovano le Mauritius, 40esime. L’Italia, per confronto, si posiziona alle spalle di quasi tutti i Paesi del Medio Oriente in questo report.

All’estremo opposto della classifica, Haiti si posiziona in 129esima e ultima posizione, preceduta di poco da Yemen e Venezuela.

Nell’edizione 2020 dello studio è stato dato particolare risalto alla parità di genere, come specifica in think tank Competere, che rappresenta l’Italia tra gli autori del report. Questo obiettivo risulta ancora lontano dal raggiungimento in buona parte del mondo.

“La pandemia di Covid-19 ha rappresentato una sfida non indifferente per la difesa della proprietà intellettuale”, ha scritto il presidente di Ipri Hernando de Soto in una lettera di introduzione allo studio. “In tutto il modo, solo un miliardo dei 7,8 miliardi di abitanti godono del diritto inalienabile della proprietà dei beni e delle idee”, prosegue de Soto, sottolineando che sono ancora troppi i luoghi del mondo dove i propri beni possono essere portati via e le proprie idee copiate e rubate.