Diritti umani, l’opposizione in Bielorussia vince il premio Sakharov del Parlamento Ue

(File) Migliaia di manifestanti protestano a Minsk contro il regime di Alexander Lukashenko. Il Parlamento europeo ha assegnato all'opposizione bielorussa il premio Sakharov 2020. [EPA-EFE/STR]

Il premio Sakharov, che viene assegnato dal Parlamento europeo ogni anno a chi si distingue per la lotta in difesa dei diritti umani e della democrazia, è stato vinto quest’anno dall’opposizione bielorussa. La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 16 dicembre.

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha comunicato l’assegnazione attraverso un tweet: “È un onore annunciare che le donne e gli uomini dell’opposizione democratica in Bielorussia sono i vincitori del premio Sakharov 2020. Hanno dalla loro parte qualcosa che la forza bruta non potrà mai sconfiggere: la verità. Non rinunciate alla lotta. Siamo al vostro fianco”.

Nel suo discorso, il presidente Sassoli ha riconosciuto l’iniziativa di alcune “donne coraggiose”, tra cui la leader dell’opposizione Svetlana Tikhanovskaya, il premio Nobel Svetlana Alexievich e la musicista e attivista politica Mariya Kalesnikava. Ha menzionato anche figure politiche e della società civile e il fondatore del canale Telegram Nexta, Stepan Svetlov.

Sassoli ha voluto anche ricordare la recente uccisione di uno dei finalisti del premio, Arnold Joaquín Morazán Erazo, parte del gruppo ambientalista di Guapinol che si sta opponendo a una miniera di ossido di ferro in Honduras. “È imperativo che venga avviata un’indagine credibile, indipendente e immediata su quanto accaduto e che i responsabili siano chiamati a risponderne”, ha dichiarato.

Il riconoscimento, istituito nel 1988 e assegnato nel corso degli anni a figure di spicco nella lotta per i diritti umani, ha visto molti dei suoi vincitori essere successivamente insigniti del premio Nobel per la Pace: si ricordano Nelson Mandela, Malala Youszafai, Denis Mukwege, Nadia Murad.

È intitolato allo scienziato e dissidente politico sovietico Andrei Sakharov, che si batté per i diritti civili e fu anche arrestato e confinato per le sue idee contro il regime dell’Urss. Al vincitore è assegnato anche un premio in denaro di 50.000 euro.

Non è la prima volta che la Bielorussia riceve il premio: nel 2004 fu infatti insignita l’Associazione dei giornalisti del Paese, mentre nel 2006 lo vince Alaksandar Milinkievich, che fu candidato dai partiti all’opposizione alle elezioni presidenziali di quell’anno contro Lukashenko.

Nel 2017, invece, furono le opposizioni democratiche in Venezuela a essere premiate per la loro lotta contro il regime di Nicolás Maduro. In particolare furono premiati l’impegno degli studenti e dei manifestanti contro un regime violento e oppressivo, una situazione che ricorda l’attuale in Bielorussia.

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