Diritti umani, la leader delle proteste in Bielorussia Kolesnikova vince il premio del Consiglio d’Europa

Maria Kolesnikova, leader delle proteste anti-regime in Bielorussia arrestata a settembre 2021. [EPA-EFE/TATYANA ZENKOVICH]

L’attivista bielorussa Maria Kolesnikova ha vinto il premio dedicato a Vaclav Havel, giunto alla sua nona edizione, che ogni anno viene assegnato alle azioni della società civile in difesa dei diritti umani.

Kolesnikova, che al momento si trova in prigione, è una dei leader delle proteste di massa organizzate contro il presidente bielorusso Alexander Lukashenko la scorsa estate, dopo le elezioni che lo hanno visto trionfare con largo margine tra le accuse di brogli.

Alla cerimonia, che si è tenuta durante il primo giorno dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Pace) a Strasburgo, ha partecipato la sorella dell’attivista, Tatsiana Khomich, a cui è stato consegnato il premio. “Dobbiamo sostenere il popolo bielorusso”, ha dichiarato, ricordando che centinaia di persone sono detenute in pessime condizioni con accuse false e politicamente motivate.

Rik Daems, presidente della Pace, ha dichiarato che “agli occhi del regime, il grande crimine di Maria Kolesnikova era quello di voler avere un ruolo nel decidere chi comandava nel suo Paese”, il che significa “affrontare un regime che usa forza e brutalità contro manifestanti legittimi e pacifici”.

Maria Kolesnikova è una delle tre donne simbolo delle proteste contro il regime di Lukashenko, insieme alla leader esiliata Svetlana Tikhanovskaya e a Veronika Tsepkalo. Arrestata l’8 settembre 2020 per aver resistito alla deportazione da parte delle autorità governative, è stata trattenuta un anno prima di essere condannata a 11 anni di carcere per il suo ruolo nell’organizzazione delle proteste.

Bielorussia, la leader delle proteste Kolesnikova condannata a 11 anni di carcere

Maria Kolesnikova, una dei leader delle proteste di strada contro il presidente bielorusso Alexander Lukashenko dello scorso anno, è stata condannata lunedì 6 settembre a 11 anni di carcere, generando la reazione dei Paesi occidentali.

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Il premio Vaclav Havel

Il premio Vaclav Havel per i diritti umani è stato istituito nel 2013 dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa come onorificenza per chi si distingue ogni anno nella lotta per la difesa dei diritti umani.

Il premio ha un valore di 60 mila euro e prende il nome dall’ex drammaturgo e presidente della Repubblica Ceca che fu architetto della rivoluzione di velluto nel 1989, portando alla risoluzione della Cecoslovacchia comunista. Ha sostituito il precedente Premio per i diritti umani dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, istituito nel 2009 e assegnato ogni due anni.