Continua la battaglia culturale contro le “Lgbt-free zones” polacche

Immagini della Marcia per l'uguaglianza a sostegno dei diritti delle comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) a Breslavia, Polonia occidentale, 03 ottobre 2020. [EPA-EFE/Maciej Kulczynski POLAND OUT]

La città irlandese di Fermoy ha tagliato i ponti con la polacca Nowa Deba, con cui era gemellata. Causa della frattura una mozione contro le comunità LGBT. Continuano dunque i tentativi europei di contrastare la crescente omofobia della Polonia.

Tutti e sei i consiglieri di Fermoy, nella contea meridionale di Cork, hanno votato per rompere il gemellaggio, che durava da quattordici anni, con la città polacca di Nowa Deba, che aveva incluso visite di scambio ed eventi culturali.

“Abbiamo concluso il gemellaggio perché ritenevamo che le loro autorità locali avessero discriminato la comunità LGBT”, ha dichiarato Noel McCarthy, il consigliere che ha proposto la votazione, alla Thomson Reuters Foundation, riferendosi a una mozione approvata da Nowa Deba nel 2019.

“Non abbiamo nulla contro il comitato di gemellaggio di Nowa Deba o contro il sindaco, per quanto riguarda questo, sentiamo solo che non possiamo essere associati a una città che non cambia la propria posizione sulla loro comunità LGBT+”.

I funzionari di Nowa Deba non hanno risposto a una richiesta di commento.

I diritti di gay, bisessuali e trans sono diventati una questione che divide la Polonia dal 2019, quando il partito nazionali sta al potere Legge e la Giustizia (PiS) ha usato le retoriche omofobiche in campagna elettorale, accusando le comunità LGBT di aver minato i valori tradizionali della famiglia.

La risposta internazionale non si è fatta attendere e i quasi 100 comuni polacchi – soprannominati “LGBT-free zones” dagli attivisti – che nell’ultimo anno hanno approvato risoluzioni contro l'”ideologia LGBT” sono diventati bersaglio di duri attacchi. Diverse città europee hanno allora messo fine ai propri gemellaggi, proprio come fatto recentemente anche da Fermony.

L’Unione Europea ha respinto sei richieste di gemellaggio tra città che coinvolgono le autorità polacche che hanno adottato mozioni discriminatorie, anche se sembra che tali mozioni non siano state seguite effettivamente da una legislazione discriminatoria nei confronti delle comunità LGBT+.

La risoluzione di Nowa Deba del 2019 si impegnava a “difendere la nostra tradizione, la nostra cultura e la nostra religione contro l’ideologia LGBT aggressiva, ingannevole e dannosa”, secondo l’Atlante dell’odio, una mappa creata dagli attivisti locali che traccia le “LGBT-free zones”.

I funzionari del governo polacco hanno sostenuto che la discriminazione non è tollerata nel proprio paese, ma gli attivisti LGBT+ dicono che le mozioni, seppur simboliche, permettono all’omofobia di prosperare.

Il comune olandese di Nieuwegein ha votato per rompere i propri legami con Pulawy, e il comune francese di Douai ha sospeso la sua “storica amicizia” con la città polacca all’inizio di quest’anno a causa di una risoluzione del 2019 contro la “sottocultura LGBT”.

Anche la francese Nogent-sur-Oise ha sospeso interrotto il gemellaggio con la città polacca di Krasnik e Saint-Jean-de-Braye ha sospeso i suoi rapporti con Tuchow, che in seguito ha perso i finanziamenti dell’UE legati al programma di gemellaggio.

Gli attivisti polacchi LGBT+ hanno però espresso pareri contrastanti nei confronti delle decisioni di piccole città come Fermoy, che ospita circa 6.000 persone.

“Tagliare i legami è sempre una soluzione che dovrebbe essere usata come ultima risorsa”, ha detto Magda Dropek del gruppo LGBT+ di Cracovia Queerowy Maj.

“Cerchiamo di convincere le città gemellate a usare la loro influenza, la loro esperienza sul tema della diversità e la loro conoscenza per mostrare alle autorità locali in Polonia che la diversità è qualcosa che dovrebbe essere coltivata”.