Class action europea: via libera ai ricorsi collettivi in tutta l’Unione

[EPA-EFE/ANDREJ CUKIC]

Il Parlamento Ue ha approvato in via definitiva una normativa che consentirà ai consumatori di  tutta Europa di intraprendere azioni collettive nazionali e transfrontaliere per difendere i loro diritti. Solo associazioni dei consumatori o enti pubblici potranno portare avanti le cause.

Il provvedimento diventerà legge entro i prossimi due anni, una volta pubblicato nella gazzetta ufficiale dell’Ue. Gli Stati membri dovranno instaurare almeno un meccanismo procedurale che consenta di portare in tribunale questo tipo di cause. L’obiettivo della normativa è migliorare il funzionamento del mercato interno ponendo fine a pratiche illegali ed evitare che i consumatori debbano affrontare spese legali proibitive per ottenere un risarcimento dalle aziende che li hanno danneggiati. Ad oggi solo sei Paesi europei ( Italia, Belgio, Francia Portogallo, Spagna e Svezia) offrono un sistema di class action completo.

L’approccio europeo differisce in modo significativo dal modello delle class action americane, per evitare quelli che l’Ue considera degli eccessi. Ad esempio gli studi legali non potranno rappresentare gruppi di consumatori e intentare azioni rappresentative. Lo potranno fare solo le associazioni dei consumatori. Inoltre non sarà possibile chiedere un risarcimento dei danni che vada oltre le perdite effettivamente subite. Sarà consentito intentare azioni collettive in numerosi settori, dalla protezione dei dati personali ai i viaggi e dai servizi finanziari alle telecomunicazioni.

La Commissione europea aveva annunciato la proposta nel 2018, alla luce di una serie di scandali come il Dieselgate. Quando Volkswagen ha violato le norme sulle emissioni di milioni di veicoli alimentati a diesel e i proprietari europei non hanno ottenuto lo stesso risarcimento delle loro controparti statunitensi, è stato subito evidente che serviva un cambio di passo.

“Con questa nuova direttiva abbiamo trovato un equilibrio tra una maggiore protezione dei consumatori e la certezza giuridica di cui le imprese hanno bisogno – ha spiegato il relatore Geoffroy Didier (Ppe) – .In un momento in cui l’Europa è messa a dura prova, l’Ue ha dimostrato di essere in grado di fornire e di adattarsi a nuove realtà, di proteggere meglio i suoi cittadini e di offrire loro nuovi diritti concreti in risposta alla globalizzazione e ai suoi eccessi”. Per scoraggiare gli abusi è stato introdotto il principio “chi perde paga”, secondo il quale chi perde la causa è tenuto a rimborsare al vincitore le spese legali sostenute.

La direttiva ammette anche le class action transfrontaliere, purché gli enti qualificati (associazioni dei consumatori o enti pubblici) rispettino gli stessi criteri in tutta l’Unione. Questi includono l’avere una certa stabilità e la possibilità di dimostrare di essere attivi pubblicamente e di non essere gestiti a scopo di lucro. Nelle cause nazionali invece i criteri saranno determinati dalle leggi nazionali.

“Si tratta di un importante passo avanti nella produzione dei consumatori europei che avranno accesso a meccanismi di ricorso collettivo in tutti gli Stati membri”, ha sottolineato il commissario europeo per la Giustizia e i consumatori Didier Reynders. La direttiva fa parte del cosiddetto “New Deal” per i consumatori, un piano concepito in risposta alla sistematiche violazioni dei diritti dei consumatori messe in atto da alcune multinazionali in questi anni. Dall’entrata in vigore della normativa gli Stati membri avranno 24 mesi di tempo per recepirla e ulteriori 6 mesi per applicarla.