Coronavirus, la Corte costituzionale austriaca boccia il coprifuoco voluto dal governo

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz e il ministro della salute austriaco Rudolf Anschober. EPA-EFE/FLORIAN WIESER

Le misure anticoronavirus dell’Austria sono state dichiarate parzialmente incostituzionali dalla Corte costituzionale del paese. Martedì 28 luglio, il ministro della Salute Rudolf Anschober (del partito dei Verdi) ha riconosciuto gli errori e ha annunciato una riorganizzazione del suo ministero e l’intenzione di modificare le misure.

Nei vari Paesi europei le misure di contrasto alla diffusione del Coronavirus sono state molto diverse: il lockdown più stringente è stato probabilmente quello italiano, mentre all’opposto le misure più soft sono state adottate dalla Svezia. In quasi tutti i casi, però, ci sono state delle proteste rispetto alle restrizioni.

In Austria, ad esempio, la questione è stata portata davanti alla Corte Costituzionale di Vienna: ai giudici è stato infatti chiesto di esprimersi sulla legittimità di alcuni provvedimenti adottati durante la fase più acuta della pandemia, nello specifico rispetto al divieto di uscire di casa e alle norme sull’apertura dei negozi.

Si tratta di due misure che naturalmente non sono più in vigore ma l’importanza della pronuncia della Corte è comunque molto rilavante, soprattutto per la questione dell’amnistia da un lato e dell’eventuale rimborso delle multe comminate per la violazione delle misure governative. 

In una conferenza stampa, Anschober ha commentato il verdetto ammettendo gli errori.

Nel mirino delle proteste dei cittadini austriaci c’è soprattutto l’ordinanza che proibiva l’accesso agli spazi pubblici in generale, che è stata percepita come una sorta di coprifuoco, anche se con eccezioni ampiamente definite.

Ma anche la misura che riguardava l’allentamento parziale delle chiusure dei negozi a partire dal 14 aprile è stata definita illegittima, in quanto solo ai negozi con meno di 400 metri quadrati di superficie commerciale è stato concesso di poter aprire le porta ai consumatori.

Anschober è nel mirino delle critiche anche per il nuovo regolamento rispetto agli ingressi: chi vuole entrare in Austria se proviene da un “Paese a rischio” a partire da venerdì deve poter mostrare un test PCR negativo e comunque osservare la quarantena per due settimane.

In conclusione, la legge parlamentare COVID-19, sulla base della quale il governo ha emanato le sue ordinanze, sarà modificata a settembre, ma sarà modificata anche la legge generale sulle epidemie in Austria che risale al 1913. Per mantenere l’equilibrio tra i diritti fondamentali da un lato e la tutela della salute dall’altro, c’è bisogno anche di “buoni diritti di controllo”, ha sottolineato Anschober.