Boris Johnson fa marcia indietro: “Italiani tornate, siete tutti benvenuti”

il Primo Ministro britannico Boris Johnson che tiene la conferenza stampa al n10 di Downing street a Londra, in Gran Bretagna, il 3 giugno 2020 EPA-EFE/ANDREW PARSONS/DOWNING STREET HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

“We want you back!”. Un video rilanciato da BBC News rivela un’improvvisa retromarcia da parte del Primo Ministro britannico rispetto ai lavoratori europei, e nello specifico italiani, che vivevano e lavoravano a Londra e nel Regno Unito.

Mercoledì 3 giugno, durante una conferenza stampa, Johnson ha risposto ad una domanda di un giornalista italiano sull’impatto della quarantena sui lavoratori europei con un vero e proprio  appello a far tornare i lavoratori nel Regno Unito.

“Quello che direi ai nostri amici italiani, italiani che hanno vissuto e lavorato nel Regno Unito e che ora vogliono tornare è: tornate”. Johnson ha anche espresso il suo benvenuto direttamente in italiano dicendo: “Tutti Benvenuti”.

“Dovete mettervi in quarantena… ma noi vi rivogliamo indietro”.

Il Regno Unito è il paese europeo più colpito dalla crisi del coronavirus e la sua gestione della pandemia sta avendo un forte impatto sull’immagine pubblica del governo. Johnson è stato criticato sia dal partito laburista avversario che dai membri del suo stesso partito conservatore.

Nonostante sia il Paese con il maggior numero di morti (quasi 40.000) e abbia registrato altri 1.800 casi nell’ultima settimana, Boris Johnson è determinato a riattivare l’economia britannica il più rapidamente possibile, anche a costo di richiamare i lavoratori italiani ed europei.

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Non si è fatta attendere la replica sferzante dell’eurodeputato Guy Verhofstadt che su twitter ha commentato: “Ma pensavo che gli stranieri che rubano i posti di lavoro ai britannici fossero uno dei motivi per cui volevi la Brexit”.

La campagna per il referendum del 2016 infatti era stata fortemente connotata da un clima di crescente intolleranza, sdoganata dalla retorica nazionalista del fronte del “Leave”. Nei giorni immediatamente successivi al referendum del giugno 2016 c’erano stati numerosi episodi di intolleranza e di violenza, quantomeno verbale, nei supermercati e nelle strade del paese, al grido “non siete più benvenuti” e “abbiamo votato per mandarvi via”. Il bersaglio erano naturalmente gli immigrati europei.

Fino a prima dell’emergenza sanitaria, la linea del governo era molto dura nei confronti dei diritti dei cittadini comunitari ed era stata proposta una linea per permettere l’accesso al paese di Sua Maestà solo agli immigrati qualificati con in mano un’offerta di lavoro di almeno 25mila sterline l’anno, una qualifica per settori con carenza occupazionale nel Regno Unito e una buona conoscenza della lingua.

 

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