Produzioni digitali e diritto d’autore

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copyright

Il consiglio dei Ministri ha recepito giovedì scorso in via preliminare la direttiva Ue 2019/790 sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. Un atto che dovrà ora essere sottoposto all’esame del Parlamento prima dell’adozione definitiva.

Silvia Costa, da Presidente della Commissione istruzione e cultura del Parlamento Europeo, era stata fra i protagonisti della direttiva a livello Ue. Oggi Commissario straordinario del governo per il recupero dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano (Ventotene), Costa ha chiarito la portata della direttiva: “noi europei dobbiamo avere una grande ambizione con la direttiva sul copyright: far capire al mondo che anche gli attori dell’ecosistema digitale non possono calpestare diritti, violare la dignità delle persone, sfruttare e sottopagare il lavoro di altri, ignorare la fatica di investire in competenze e professionalità, armare campagne diffamatorie contro i rappresentanti dei cittadini quando si toccano i loro interessi commerciali miliardari. Lo abbiamo spiegato alle grandi piattaforme della Silicon Valley: questa è una battaglia di libertà, di civiltà e di responsabilità. Perché è in gioco la libertà e la diversità culturale, il valore del lavoro intellettuale e creativo, il pluralismo delle testate, il giornalismo di qualità, ma anche la sostenibilità della industria culturale e giornalistica europea, la ricerca e l’investimento in nuovi autori, milioni di posti di lavoro per artisti e professionisti della musica, del cinema, dell’audiovisivo e dell’editoria, la sopravvivenza stessa del giornalismo libero e di approfondimento”.

Le ha fatto eco il Ministro per i beni culturali Dario Franceschini che ha dichiarato: “Con il recepimento della direttiva copyright viene rafforzata la tutela degli autori e degli artisti con norme chiare e meccanismi trasparenti e adeguati all’era digitale. Nell’elaborare questo provvedimento, condiviso con tutte le realtà del settore, si è deciso di prediligere la tutela degli autori, dando loro il giusto rilievo. Senza il gesto creativo, non c’è contenuto: di questo bisogna tener conto lungo tutta la filiera del settore, tanto più considerando il notevole salto tecnologico conosciuto negli ultimi anni. Il valore autoriale, così come quello degli artisti interpreti ed esecutori, deve essere difeso, anche attraverso una maggior trasparenza da parte delle piattaforme digitale dell’utilizzo dell’opera creativa”.

Entusiasti anche i commenti delle associazioni di categoria dei produttori di contenuti, che si vedono accrescere le tutele e i riconoscimenti economici per le opere realizzate e distribuite in forma digitale. Non tutti sembrano però convinti della bontà della norma. Poiché viene riconosciuto il diritto per editori e agenzie di stampa di autorizzare o vietare la pubblicazione, la comunicazione e, in generale, la messa a disposizione del pubblico di quanto da essi pubblicato (articoli, foto, video), diventa più stringente la possibilità di una loro diffusione online. Il che potrebbe rischiare di confliggere, come qualcuno ha messo in evidenza, con il diritto alla libera espressione.