WhatsApp, in Europa non ci sarà la condivisione dei dati con Facebook

WhatsApp non condividerà i dati degli utenti europei con le aziende di Facebook. [EPA-EFE/HAYOUNG JEON]

La condivisione dei dati degli utenti tra Whatsapp e Facebook in Europa non sarà cambiata e continuerà a seguire le norme del Gdpr. I dubbi erano stati sollevati dopo che gli utenti indiani avevano ricevuto un avvertimento sul cambiamento delle regole della privacy.

È cominciato con l’India, dove il 6 gennaio molti utenti di Whatsapp si sono trovati un messaggio che li avvertiva del cambiamento delle condizioni di utilizzo della piattaforma di messaggistica, con una maggiore integrazione dei dati con Facebook, sua proprietaria.

Dati come posizione, indirizzo Ip, modello del telefono e sistema operativo, ma anche il codice identificativo unico del dispositivo Imei sarebbero stati condivisi con Facebook a partire dall’8 febbraio 2021. Gli utenti che dovessero decidere di rifiutare il cambio dei termini di servizio sarebbero colpiti dal blocco dell’app.

L’Ue ha reagito subito, facendo presente che il regolamento per la protezione dei dati (Gdpr) impedisce la condivisione dei dati dei cittadini europei con società terze, a differenza di qello che avviene in altri Paesi come gli Stati Uniti.

“Non ci sono modifiche alla modalità di condivisione dei dati nel Regno Unito e nell’Unione europea”, ha spiegato un portavoce di Whatsapp. “Non condividiamo i dati degli utenti dell’area europea con Facebook allo scopo di utilizzarli per migliorare i propri prodotti o pubblicità”.

“Attualmente Facebook non usa le informazioni degli account Whatsapp per migliorare le esperienze con i prodotti dell’azienda”, ha scritto su Twitter Niamh Sweeny, direttore delle policy di Whatsapp per l’area di Europa, Medio Oriente e Africa. “Qualora decidessimo in futuro di condividere tali dati con le aziende di Facebook, lo faremmo solo dopo aver raggiunto un accordo con la commissione per la protezione dei dati irlandese”.

La Commissione europea non ha annunciato alcuna sanzione verso Facebook, ricordando semplicemente la multa inflitta alla società di Mark Zuckerberg nel 2017, del valore di 110 milioni di dollari. All’epoca, il motivo fu legato proprio all’acqusizione della piattaforma di messaggistica Whatsapp.

Il timore che deriva dalla condivisione di dati tra le diverse piattaforme appartenenti a Zuckerberg è quello di campagne di marketing mirato aggressive, rese possibili dalla conoscenza immagazzinata dalle piattaforme delle attività degli utenti mentre sfruttano i servizi di Facebook.