Viaggi, trovato l’accordo per il certificato digitale Ue Covid-19

Turisti all'aeroporto di Amsterdam-Schiphol. [EPA-EFE/KOEN VAN WEEL]

I negoziatori di Parlamento e Consiglio europeo hanno trovato giovedì 20 maggio un accordo per lanciare il certificato digitale europeo per il Covid-19, che garantirà il ritorno a una libertà di movimento da, verso e all’interno dell’Ue.

Il certificato digitale sarà disponibile in formato digitale o cartaceo e attesterà che la persona sia stata vaccinata, che abbia effettuato un test anti-Covid negativo di recente oppure che abbia avuto la malattia e sia guarito.

Un quadro legislativo comune permetterà agli Stati membri di rilasciare certificati che siano riconosciuti e validi anche nel resto dell’Ue. Questo regolamento sarà in vigore per 12 mesi, ma non sarà una precondizione per esercitare il diritto di libero movimento e non sarà considerato un documento di viaggio.

Il testo dell’accordo sarà sottoposto mercoledì 26 maggio alla Commissione sulle libertà civili, per poi essere approvato in plenaria nella sessione che andrà dal 7 al 10 giugno. L’entrata in vigore del certificato è prevista attualmente al 1° luglio.

Per permettere una maggiore accessibilità ai test, la Commissione europea si è impegnata a mettere a disposizione almeno 100 milioni di euro tramite lo Strumento di sostegno di emergenza per l’acquisto di test anti-Covid necessari al conseguimento del certificato digitale.

Questa misura sarà particolarmente importante per i lavoratori e gli studenti che attraversano periodicamente una frontiera, per chi deve visitare parenti stretti e prendersi cura di loro. Fondi ulteriori potranno essere mobilitati a questo proposito per garantire che il diritto alla mobilità non sia soggetto a limitazioni economiche.

“Il certificato digitale Covid dell’Ue sarà un elemento fondamentale nella strada per ripristinare i viaggi agevoli e sicuri in tutta l’Unione europea”, ha scritto su Twitter la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

“La priorità assoluta del Parlamento europeo è stata di ristabilire il pieno funzionamento dell’area Schengen”, ha dichiarato il presidente della Commissione sulle libertà civili del Parlamento europeo, Juan Fernando Lopez Aguilar. “Sebbene questo accordo non soddisfi pienamente le richieste del Parlamento, costituisce sicuramente un miglioramento delle condizioni attuali”.

L’obiettivo, ha proseguito Lopez Aguilar, era quello di superare l’attuale incertezza legislativa ed evitare l’insorgere di discriminazioni verso cittadini di diversi Stati.

Viaggi, inizia la sperimentazione del sistema digitale del "certificato Ue Covid-19"

È partita lunedì 10 maggio, in 18 paesi dell’Ue più l’Islanda, la sperimentazione di interoperabilità delle strutture che produrranno i certificati, il caricamento e il download dei dati dei certificati voluti dalla Commissione europea per favorire gli spostamenti all’interno dell’Unione. …

Margini di manovra

Il certificato digitale, come detto, dimostrerà che una persona è stata vaccinata con un vaccino riconosciuto dall’Ema, oppure ha sostenuto un test anti-Covid con esito negativo, oppure ha già contratto la malattia ed è guarito. Tuttavia, i singoli Stati membri avranno la facoltà di introdurre ulteriori criteri di libero ingresso, come la vaccinazione con un vaccino riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità ma non dall’Ema.

Inoltre, gli Stati membri non potranno introdurre ulteriori misure restrittive, come quarantene o test ulteriori, a meno che non siano “necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica”, in accordo con la situazione epidemiologica. Nel caso, le nuove misure dovranno essere notificate agli altri Stati membri e alla Commissione con almeno 48 ore di anticipo.

Protezione dei dati

Per evitare rischi di frode e falsificazione, i certificati saranno verificati per controllare la validità dei sigilli elettronici contenuti nel documento. I dati personali ottenuti dai certificati non potranno essere mantenuti negli Stati membri, né vi sarà un database centralizzato europeo. Sarà resa pubblica la lista degli enti che avranno accesso ai dati e li potranno processare, in modo da rispettare la trasparenza richiesta dal Gdpr.