Vestager: “I giganti del web non dovrebbero controllare il mercato online Ue”

La vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Margrethe Vestager. EPA-EFE/MICHAEL SOHN / POOL

I mercati online europei non dovrebbero essere controllati da una manciata di piattaforme ‘gatekeeper’ che dominano il mercato online, ha detto la vice-presidente della Commissione Ue Margrethe Vestager, riferendosi alla sua proposta di bilanciare lo strapotere dei giganti della tecnologia (come Facebook, Google e Twitter) attraverso un nuovo strumento di concorrenza dell’Ue.

Aprendo le “giornate della concorrenza” promosse dalla presidenza tedesca di turno dell’Ue lunedì (7 settembre), Vestager ha fatto luce sugli obiettivi della prossima legge sui servizi digitali, che sarà presentata entro la fine dell’anno.

“Questi nuovi poteri, andrebbero di pari passo con una regolamentazione espansiva”, ha detto Vestager, riferendosi alla regolamentazione ex ante prevista dalla nuova legislazione, che dovrebbe gettare le basi per mercati digitali più equi ed equilibrati.

“I mercati online europei dovrebbero essere ecosistemi vivaci, dove le start up abbiano una reale possibilità di fiorire. Non dovrebbero essere negozi chiusi, controllati da una manciata di piattaforme ‘gatekeeper'”, ha aggiunto.

Un nuovo strumento per la concorrenza

Vestager aveva già spiegato che il nuovo strumento proposto dalla Commissione è necessario per bilanciare il potere delle piattaforme digitali in un ambiente in cui le imprese che producono effetti di rete significativi hanno un controllo eccessivo sui mercati su cui fanno affidamento le imprese più piccole.

La modernizzazione delle regole di concorrenza dell’Ue per renderle “adatte all’era digitale” è una priorità sulla quale Vestager è stata incaricata di lavorare dal presidente della Commissione Ursula von der Leyen all’inizio del suo mandato.

Lo strumento sarà concepito per intervenire nello scenario in cui alcuni mercati si avvicinano al “ribaltamento”, cioè quando un’impresa ottiene elevati profitti monopolistici e quote di mercato, creando un ambiente anticoncorrenziale per le altre imprese.

La Commissione prevede che lo strumento porrà rimedi strutturali agli squilibri della concorrenza, ma non si pronuncerà sulle infrazioni né stabilirà ammende.

La consultazione pubblica sul nuovo strumento di concorrenza dell’Ue si è conclusa martedì (8 settembre) e lunedì la Vestager ha dichiarato che il feedback ricevuto finora è positivo per quanto riguarda gli obiettivi previsti.

“La maggior parte delle persone trova che sarà utile nei mercati digitali, forse anche nei mercati che si stanno digitalizzando, perché prevediamo che l’intera economia andrà verso il digitale”, ha osservato.

Effetto deterrente

Parlando a fianco del ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier, la responsabile delle politiche del settore digitale dell’Ue ha anche sottolineato la sua speranza che il nuovo strumento abbia un “effetto deterrente” per garantire che le piattaforme ‘gatekeeper’ “giochino secondo le regole”.

Più in generale, la Commissione punta anche sulla sua nuova strategia dei dati per aiutare le imprese europee a diventare più competitive sulla scena globale. A febbraio, l’esecutivo dell’Ue ha pubblicato un documento che delinea una serie di iniziative volte a liberalizzare l’ecosistema dei dati industriali dell’Unione.

Tra queste, la creazione di nove spazi dati comuni dell’Ue in settori quali la sanità, l’agricoltura e l’energia, nonché l’istituzione di un Data Act nel 2021 che potrebbe “promuovere la condivisione di dati tra imprese e governi per il pubblico interesse”.

Nell’ambito del quadro di riferimento, la Commissione potrebbe anche esaminare i diritti d’uso per i dati co-prodotti tra attori privati, che sono attualmente stabiliti in contratti privati, oltre all’accesso obbligatorio ai dati in circostanze specifiche.

E secondo Vestager, la crescita dell’Europa nello spazio dei dati industriali è di particolare importanza per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese. “Anche la raccolta e la condivisione dei dati diventeranno sempre più importanti per mantenere le imprese europee all’avanguardia dell’innovazione, ad esempio in settori come l’intelligenza artificiale”, ha affermato. “E quando i rivali più piccoli condividono le informazioni, hanno maggiori possibilità di sfidare e di competere con i leader del mercato”.