Ungheria, a rischio l’indipendenza del più importante giornale online

L'immagine pubblicata con l'articolo del caporedattore di Index Szabolcs Dull. [Index.hu]

L’editore del sito web di notizie più popolare in Ungheria ha avvertito domenica (21 giugno) che una riorganizzazione pianificata potrebbe mettere a rischio la libertà di pubblicare storie critiche nei confronti del governo del primo ministro Viktor Orbán.

Index.hu, il più grande sito di notizie dell’Ungheria e una delle poche voci indipendenti rimaste, è in grave pericolo”, ha scritto il caporedattore Szabolcs Dull in una dichiarazione pubblicata sul sito.

Dull ha detto che una “proposta di revisione organizzativa” ha messo Index “sotto una tale pressione esterna che potrebbe segnare la fine della nostra redazione così come la conosciamo”.

“Vogliamo un sito di notizie dove i politici, gli emissari del governo e gli operatori economici non abbiano il potere di censurare una storia”, ha detto senza approfondire ulteriormente.

“I prossimi giorni determineranno il destino di Index“, ha aggiunto nella sua dichiarazione, alla quale diversi dei suoi giornalisti più importanti hanno aggiunto le loro firme.

Un altro sito di notizie, 24.hu, ha riportato i dettagli del piano che includeva l’esternalizzazione di gran parte della creazione di contenuti di Index, con l’ attuale redazione a rischio licenziamento.

Secondo fonti di 24.hu, la direzione di Index ritiene necessari i cambiamenti pianificati per far fronte al crollo degli introiti pubblicitari causato dalla crisi del coronavirus.

Lo sviluppo segue l’acquisto a marzo di una quota del 50% dell’agenzia pubblicitaria di Index da parte di un potente uomo d’affari pro-Orbán, Miklos Vaszily.

Vaszily aveva dichiarato ai media locali che sperava che Index rimanesse influente e indipendente, ma alcuni collaboratori e analisti avevano visto l’acquisto come una minaccia all’autonomia del sito.

Da quando è salito al potere nel 2010, il nazionalista Orbán ha trasformato i media pubblici ungheresi in organi di propaganda governativa, mentre i suoi alleati hanno continuato ad acquistato parti del settore privato.

Negli ultimi anni siti come Index che coprivano gli scandali politici sono falliti o sono stati acquistati dagli alleati del governo e hanno rapidamente adottato linee editoriali pro Orbán, ricevendo allo stesso tempo ingenti flussi monetari di pubblicità di stato.

Il panorama dei media asimmetrico e l’accesso “limitato” alle informazioni in Ungheria sono stati citati dagli osservatori elettorali dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) come parte di un “clima avverso” che ha aiutato Orbán a vincere un terzo mandato consecutivo come premier nel 2018.