Una nuova strategia di sicurezza per l’Unione europea

Nella nuova strategia dell'Unione europea la sicurezza informatica è una delle priorità. [EPA-EFE/SASCHA STEINBACH]

Un ‘ecosistema di sicurezza’, ecco a cosa punta il progetto della Commissione per affrontare l’evoluzione del panorama delle varie minacce in Europa, cercando di superare lacune e limiti nazionali.

Venerdì 24 luglio la Commissione europea ha presentato la nuova strategia dell’Unione europea per la sicurezza: tra le priorità migliori standard di sicurezza informatica per le infrastrutture critiche, un’accelerazione nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata e la preparazione rispetto alle minacce che provengono da ambienti “reali e digitali”.

“Con questa nuova strategia, stiamo collegando i vari punti per costruire un vero e proprio ecosistema di sicurezza”, ha detto Margaritis Schinas, Vice presidente della Commissione con la delega alla promozione dello stile di vita europeo.

Negli ultimi quattro anni, l’Ue ha messo in collegamento la sua gamma di banche dati sulla sicurezza e ha dato alle forze dell’ordine un più ampio accesso ai dati dell’Unione, ma non sono mancate le critiche sulla mancanza di coordinamento tra i vari dipartimenti nazionali e le istituzioni.

“È tempo di superare la falsa dicotomia tra online e offline, tra mondo digitale e mondo fisico e tra preoccupazioni e minacce alla sicurezza interna ed esterna”, ha detto Schinas.

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“Tutte le azioni e le iniziative che proponiamo di intraprendere nel campo della strategia per la sicurezza rispetteranno pienamente i diritti fondamentali e i nostri valori europei. Questi valori sono quelli che determinano il nostro stile di vita europeo e non li sacrificheremo in nessun caso sull’altare della sicurezza. La sicurezza, infatti, è il modo per proteggerli”, ha spiegato.

Criticità nazionali e minacce ibride

Secondo la Commissione, uno dei quattro principali elementi fondanti della nuova strategia sarà costituito dalle nuove norme Ue sulla protezione e la resilienza delle infrastrutture critiche indipendenti, sia fisiche che digitali. La legislazione esistente al momento copre solo i settori dei trasporti e dell’energia.

“Il quadro normativo c’è, ma non ha tenuto il passo con l’evoluzione del panorama delle minacce”, ha detto Schinas.

Alla domanda di Euractiv.com su quali misure la Commissione proporrà per proteggere le infrastrutture critiche nazionali, Schinas ha rifiutato di discutere “dettagli sensibili”, ma ha affermato che sarebbe necessario costruire “capacità di resistenza e di risposta”.

La Commissione mira anche a garantire una maggiore protezione fisica dei luoghi pubblici e sistemi di rilevamento adeguati.

Secondo Schinas, la lotta contro le minacce ibride, che sono “orchestrate da forze e Paesi che vogliono minare l’Ue”, sarà coordinata a stretto contatto con il servizio diplomatico dell’Ue e con Josep Borrell.

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“Stiamo lavorando a stretto contatto con il Seae su tutte queste minacce”, ha detto Schinas a Euractiv.com.

“Molti di questi attacchi sono, ovviamente, sponsorizzati dallo Stato e noi non siamo ingenui, ma vorremmo riservare la nostra capacità di valutare, rispondere e reagire dove conta; non sono sicuro che la sala stampa della Commissione sia il luogo adatto”, ha aggiunto.

“Ribadiamo la nostra determinazione ad essere molto, molto energici e desiderosi di combattere queste minacce”, ha aggiunto Schinas.

Armi, droga e abusi online nel mirino

Accanto alla strategia dell’Unione di sicurezza, la Commissione ha lanciato venerdì le sue prime tre iniziative per combattere il fenomeno degli abusi sessuali online su minori, il traffico di droga e il traffico di armi da fuoco.

Preoccupato da un allarmante picco di abusi sessuali su minori negli ultimi anni e durante la pandemia di coronavirus, l’esecutivo dell’UE ha presentato i piani per creare un centro europeo per prevenire i maltrattamenti e introdurre una legislazione che richieda piattaforme online per la segnalazione di materiale inappropriato.

“Coloro che traggono vantaggio dalla sofferenza e dalla sfortuna vendendo droghe illegali e armi da fuoco o diffondendo materiale abominevole sull’abuso sessuale dei bambini devono essere fermati e consegnati alla giustizia”, ha detto Schinas.

L’anno scorso sono stati rinvenuti 700mila materiali pedopornografici e la situazione degli abusi sessuali sui minori online è peggiorata durante la pandemia.

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Così Johansson ha annunciato che la Commissione proporrà una nuova legislazione entro l’anno prossimo, richiedendo alle piattaforme online di rilevare, segnalare e rimuovere i contenuti illegali e deferirli alle autorità competenti.

Inoltre, la Commissione ha presentato una nuova Agenda dell’Ue sulle droghe, che secondo Europol sono la maggiore fonte di denaro per la criminalità organizzata in Europa, dove si stima che ogni anno si spendano 30 miliardi di euro in droga, mentre secondo la Commissaria per gli Affari interni Ylva Johansson l’Ue sta diventando da regione di consumo a regione di produzione. “Le droghe sintetiche sono prodotte su scala industriale nell’Ue”, ha dichiarato, aggiungendo che solo l’anno scorso le autorità hanno sequestrato 100 tonnellate di cocaina.

Johansson ha anche presentato un nuovo piano d’azione contro il traffico di armi da fuoco. “Ci sono 45 milioni di armi illegali di proprietà di civili nell’Ue, cioè più di quelle legalmente possedute”, ha detto la Johansson ai giornalisti, aggiungendo che la Commissione mira a rivedere l’attuale quadro sul sequestro dei beni dei criminali.

Nel 2016, la riforma della politica dell’Ue in materia di armi da fuoco ha reso più severo il controllo delle armi in tutta l’Unione, rendendo più difficile per i cittadini dell’Ue ottenere e possedere determinate armi, oltre a creare regole più severe per la concessione di licenze e la registrazione delle armi.

L’esecutivo di Bruxelles aveva originariamente proposto un divieto totale del possesso civile di armi da fuoco semiautomatiche in grado di sparare un numero elevato di colpi, ma poi nel testo sono state incluse molteplici eccezioni e la formulazione sulla restrizione delle vendite online è troppa vaga. Alcuni funzionari della sicurezza hanno affermato che la legislazione è troppo “annacquata”.

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