Un progetto europeo per aiutare i giovani inattivi ai tempi del coronavirus

Un ragazza in Germania impegnata nelle attività scolastiche online. EPA-EFE/FRIEDEMANN VOGEL

Secondo Eurostat, il 16,5% degli europei tra i 20 e i 34 anni sono NEET, un acronimo che si riferisce a quei giovani che non stanno cercando attivamente un’occupazione, non sono inseriti in un percorso di istruzione né in quello della formazione. Spagna, Italia, Romania e Bulgaria sono i paesi nei quali questo fenomeno è particolarmente grave. 

Per aiutare i giovani ad inserirsi in un percorso professionale o addirittura ad avviare un’attività in proprio, l’organizzazione Junior Achievement Europe ha lanciato nel 2018 un progetto rivolto a 1.600 NEET in questi quattro paesi. 

L’obiettivo del progetto era quello di fornire a queste persone una formazione di tipo imprenditoriale, e in generale una formazione e un supporto per acquisire le competenze necessarie per trovare un lavoro o diventare imprenditori.

L’epidemia COVID-19, che ha colpito pesantemente i Paesi a cui il progetto era dedicato, in particolare Italia e Spagna, ha fatto emergere allo stesso tempo sfide e opportunità per il progetto stesso, che sembra più che mai necessario in un momento come questo in cui l’Europa è sull’orlo di una crisi socio-economica. 

Un’opportunità per uscire dalla crisi

Alessandro Costanzo de Castro, project manager del programma JA in Italia, ha spiegato a EURACTIV che l’emergenza sanitaria ha costretto Junior Achievement a convertire rapidamente online le attività previste. 

I “campi di innovazione” in programma per i prossimi mesi sono stati trasformati in webinar, mantenendo l’obiettivo di preparare gli studenti ad avviare una propria attività. Il lato positivo è che, essendo ora i corsi online, le restrizioni sul numero di partecipanti o i vincoli territoriali sono scomparsi, e dunque il campo d’azione del progetto è stato ampliato. 

“I NEET sono difficili da trovare e ancora più difficili da coinvolgere”, ha spiegato Costanzo de Castro, ma con lo spostamento online delle attività e la percezione di una crisi socio-economica in corso, “è molto più facile diffondere la notizia dei webinar e iscrivere le persone”. 

Tuttavia, il progetto prevede anche un programma intensivo di cinque giorni, a tempo pieno, di leadership, impossibile da organizzare nelle circostanze attuali. “Nei webinar insegniamo a fare l’imprenditore, nel programma di leadership sviluppiamo le competenze per diventarlo”, ha spiegato Costanzo de Castro. 

“Posso insegnarvi a sviluppare un business plan, ma non posso lavorare sui vostri sogni, sulle vostre capacità, sulle vostre qualità, sulle vostre paure… questo non può essere fatto online”, ha aggiunto. L’obiettivo rimane però quello di tornare agli incontri dal vivo a settembre, se la situazione lo permetterà. 

Le sfide dell’online

JA Spagna sta lavorando per sostenere i NEET che si preparano ad accedere al mercato del lavoro, ma anche per aiutare a rimanere in carreggiata coloro che rischiano di diventare inattivi in questa situazione. 

Le sfide per tenere in piedi il programma nel Paese sono state simili all’esperienza italiana. La maggior parte delle attività sono state trasferite online, ma altre, come i tirocini, le visite guidate alle aziende o i tutorial individuali, hanno dovuto essere rinviate.

Inoltre, alcuni dei partecipanti, che vivono in una situazione particolarmente precaria, stanno lottando per ottenere le attrezzature e la connessione internet necessarie per poter concretamente partecipare ai webinar, ha ammesso Miryam Díaz, project manager del programma in Spagna. 

Ma d’altra parte, “l’uso delle piattaforme digitali ci ha permesso di raggiungere persone che non ci conoscevano”, ha spiegato, per esempio alcuni giovani spagnoli che si sono trasferiti all’estero. “La cosa più importante è riuscire a identificare le loro esigenze ed essere abbastanza flessibili da adattarci ad esse”, ha aggiunto Díaz.

Uno degli obiettivi del programma è che almeno dieci partecipanti avviino la loro attività. Ora, sono nella fase di brainstorming, ma il loro obiettivo è quello di fornire loro consigli e una piccola iniezione di capitale perché le loro idee si possano trasformare in progetti concreti. 

“Vogliamo che vedano le loro potenzialità affinché credano di poterlo fare”, ha spiegato Javier Samaran, direttore dei programmi di JA Spagna.

È difficile capire esattamente fino a che punto la pandemia abbia influenzato il loro lavoro, e se i partecipanti siano più ansiosi per loro futuro o meno motivati alla luce del deterioramento della situazione economica.

Tuttavia, Díaz ha sottolineato che è un buon momento per parlare di queste iniziative e spiegare che i giovani hanno a disposizione strumenti gratuiti per aggiornarsi proprio nel momento in cui trovare un lavoro può diventare ancora più difficile. 

“All’inizio è stato molto difficile trovare un modo per sviluppare questi progetti”, ha detto Alessandro Costanzo de Castro, ma ha aggiunto che hanno avuto “la possibilità di creare un’opportunità per uscire dalla crisi” e costruire qualcosa di bello per questi giovani in particolare, e per la società nel suo complesso.