Twitter, l’avvertimento Ue a Musk e quella sua strana idea di libertà

Elon Musk [EPA-EFE/BRITTA PEDERSEN / POOL]

Il Ceo di Tesla promette di garantire libertà totale di parola su Twitter. Molti si chiedono se questo significhi anche lasciare spazio a disinformazione e discorsi d’odio. Bruxelles avverte: “Dovrà adattarsi alla normativa Ue”.

Elon Musk, dopo essere diventato il nuovo e unico proprietario di Twitter,  ha annunciato il proprio programma: “La libertà di parola è il fondamento di una democrazia funzionante, e Twitter è la piazza digitale dove questioni vitali per il futuro dell’umanità sono dibattute”. Tuttavia non ha chiarito cosa ne farà e, data l’imprevedibilità del personaggio, è difficile dirlo.

Nei giorni scorsi Musk, considerato la persona più ricca del mondo, nonché Ceo di Tesla e SpaceX, aveva annunciato di voler rendere l’algoritmo open source.

“Tutti i cambiamenti relativi ai tweet delle persone, se vengono enfatizzati oppure ridimensionati, dovrebbero essere pubblici – aveva spiegato la scorsa settimana il Ceo di Tesla in un Ted Talk – di modo che non si possa pensare a nessuna manipolazione dietro le quinte, sia manuale sia sull’algoritmo stesso”.

Musk aveva anche lanciato un sondaggio tra i suoi follower sulla possibilità di introdurre il cosiddetto “edit button” per modificare i tweet. In un’intervista del 2020 a The Verge, l’allora Ceo di Twitter, Jack Dorsey aveva spiegato che la piattaforma era nata come una sorta di “servizio di sms” e i messaggi una volta inviati non si possono modificare. Dorsey inoltre aveva evidenziato che, se è vero che la funzione modifica può essere usata per correggere i refusi, è anche vero che potrebbe essere sfruttata da chi vuole fare disinformazione.

La promessa di maggior libertà di informazione da parte di Musk non è priva di ombre, se si tiene conto dell’idea di libertà espressa dal fondatore di Tesla proprio su Twitter. “Con libertà di parola voglio dire una libertà che rispetta la legge. Sono contrario alla censura che va al di là della legge. Se la gente vuole meno libertà di parola chiederà al governo di agire in questo senso”, ha scritto il miliardario americano. Un concetto abbastanza problematico, se si considera che non sempre le leggi tutelano la libertà di espressione, dato che i governi che le stabiliscono non sempre sono governi democratici o, anche se lo sono, non sempre tutelano adeguatamente la libertà di tutti, in particolare delle minoranze.

“È stato vero per due secoli e mezzo in questo paese che il controllo di qualsiasi mezzo particolare (stampa, radio, TV, internet) risiede nelle mani di chi lo possiede. Leggere che Elon Musk vuole fornire più libertà di parola come proprietario di Twitter suona promettente a prima vista. Ma quello che non abbiamo sentito da lui, finora, è se aderirà agli standard etici abbracciati dai giornali tradizionali e, in misura minore, dai social media (Facebook e altri)”, scrive Mark Kelley sul New York Times.

Il suo commento, come quello di molti altri giornalisti americani, evidenzia la possibilità che Musk consenta all’ex presidente Donald Trump di tornare su Twitter, dopo la sua espulsione a seguito dell’attacco di Capitol Hill. “Se sceglie di permettere alla retorica odiosa e alle bugie (come quelle vomitate dall’ex presidente) di prendere il sopravvento sulla piattaforma, sarà complice dell’assalto alla democrazia già in corso, non promuovendo la discussione pubblica nel mercato delle idee. Punta più in alto di così, Elon”, conclude Kelley.

La promessa di Musk di garantire libertà di parola a oltranza rischia anche di scontrarsi con le  nuove normative europee per il settore digitale. In particolare con il Digital services Act –  su cui nei giorni scorsi il Parlamento europeo e il Consiglio hanno trovato un’intesa – che fissa i paletti su pratiche e contenuti illegali di piattaforme online e motori di ricerca, con particolare riferimento ai discorsi d’odio e alla disinformazione.

Il commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton, ha sottolineato che non spetta a Bruxelles commentare l’acquisizione da parte di Musk della piattaforma di social media Twitter, ma ha ricordato che “spetterà a Twitter adattarsi alle regole” Ue.

“Penso che Elon Musk conosca molto bene l’Europa. Sa molto bene che abbiamo alcune regole per il settore automobilistico e lo comprende. Quindi in Europa, per proteggere la libertà di parola e per proteggere gli individui, qualsiasi azienda dovrà rispettare questo obbligo”, ha aggiunto.

Secondo le nuove regole europee sui contenuti online, Twitter e le altre aziende di social media dovranno rimuovere i contenuti illegali come i discorsi d’odio e le minacce di violenza, così come effettuare valutazioni di rischio e controlli sui contenuti che vengono pubblicati sulle loro piattaforme. Se non lo faranno rischiano multe fino al 6% del loro fatturato.