Trump bloccato dai social. Le perplessità e i timori dei leader Ue: “Servono nuove regole”

La schermata di Twitter spiega che l'account di Donald Trump è stato sospeso. [EPA-EFE/MICHAEL REYNOLDS]

La decisione di Twitter, Facebook e altri social media di sospendere l’account del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dopo l’assalto al Congresso Usa ha suscitato forti perplessità tra i leader e le istituzioni europee che tornano a sottolineare la necessità di regolamentare i colossi di Big Tech.

Il Ceo di un’azienda digitale può stabilire di chiudere il profilo di un presidente? Anche se la decisione è giusta e condivisibile, quali potrebbero essere le conseguenze in futuro? Si chiedono a Bruxelles. Per il commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton il fatto che un “amministratore delegato possa staccare l’altoparlante del presidente degli Stati Uniti senza alcuna forma di controllo e contro-potere” desta numerosi interrogativi.

Per l’ex ministro dell’Economia francese l’8 gennaio 2021, giorno in cui Twitter ha sospeso definitivamente l’account di Trump dopo i disordini di Capitol Hill, è data spartiacque per le piattaforme digitali. “Il fatto che un Ceo possa staccare la spina all’altoparlante di Potus senza alcun controllo è sconcertante. Non è solo una conferma del potere di queste piattaforme, ma mostra anche profonde debolezze nel modo in cui la nostra società è organizzata nello spazio digitale”, ha scritto il commissario Ue in un editoriale pubblicato da Le Figaro e Politico.

L’alto commissario Josep Borrell, ha scritto che l’Europa ha bisogno “di poter regolare meglio i contenuti dei social network, rispettando scrupolosamente la libertà di espressione. Non è possibile che questa regolamentazione si svolga principalmente secondo regole e procedure stabilite da attori privati”.

“L’Ue non deve lasciare che Facebook e Twitter decidano cosa è accettabile sulle loro piattaforme”, aggiunge Manfred Weber, capogruppo del Ppe al Parlamento europeo. “Non possiamo lasciare che siano le aziende americane di Big Tech a decidere cosa si può e non si può dire in un discorso democratico. Abbiamo bisogno di un approccio normativo più rigoroso”.

Anche per Angela Merkel la decisione di “silenziare” Trump è “problematica”. Tramite il suo portavoce la cancelliera ha avvertito: “Il diritto alla libertà di opinione è di fondamentale importanza. Detto questo, è da ritenere problematico che l’account del Presidente sia stato sospeso definitivamente”.

Il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire, pur condannando le “menzogne” di Trump, ha anche espresso il suo disaccordo sulla capacità di Twitter di decidere unilateralmente di rimuovere il presidente americano dalla piattaforma. La regolamentazione del mondo digitale non può essere fatta dall’oligarchia digitale”, ha dichiarato a France Inter Monday morning.

Quanto successo rafforza la convinzione che la strada indicata da Bruxelles, con la presentazione del Digital Services Act, è quella giusta. La proposta di regolamentazione della Commissione europea prevede che Facebook, Twitter, Google e gli altri giganti della Rete si assumano maggiori responsabilità di quanto abbiano fatto finora per i contenuti che ospitano e soprattutto spieghino come moderano i contenuti, stabilendo in modo chiaro quali sono i limiti e le regole e dando conto delle ragioni per cui decidono di intervenire su un post o sospendere un account.