TikTok aderisce alla normativa europea contro l’hate speech

Il logo dell'applicazione cinese TikTok sullo schermo di uno smartphone. [EPA-EFE/HAYOUNG JEON]

Il social network cinese TikTok, di proprietà della compagnia ByteDance, aderirà al codice di condotta volontario per combattere l’incitazione all’odio online. Una buona notizia soprattutto data la giovane età degli utenti, ha commentato la Commissaria per i valori e la trasparenza Věra Jourová.

Nell’ultimo periodo i social media sono stati particolarmente sollecitati da politici e governi ad affrontare problemi come l’incitazione all’odio online e la disinformazione, ritenuti tra le cause scatenanti di una nuova ondata di attacchi a sfondo razzista in alcuni Paesi.

La Commissione europea ha stabilito un codice di condotta nel maggio 2016, in cui le compagnie del settore tecnologico lavorano fianco a fianco con le organizzazioni della società civile e le autorità pubbliche per contrastare il problema dell’hate speech in rete.

La vicepresidente della Commissione con delega ai valori e alla trasparenza Věra Jourová ha sottolineato l’importanza dell’adesione di TikTok al gruppo, che comprende già giganti come Facebook, Microsoft, Twitter, Instagram, Youtube e Snapchat.

“È una buona notizia che TikTok si sia adeguato al codice. Si tratta di un social network molto utilizzato dai giovani, che sono particolarmente vulnerabili nei confronti degli abusi online e dell’incitazione all’odio illegale”, ha affermato Jourová in una dichiarazione.

“Da TikTok non mi aspetto soltanto l’adesione ai principi del codice, ma anche il pieno rispetto della normativa europea quando opera sul territorio dell’Ue”, ha aggiunto la Commissaria.

Anche dalla compagnia cinese è arrivata la conferma, con il responsabile per la sicurezza per l’area Emea Cormac Keenan che ha dichiarato che “il nostro obiettivo finale è eliminare l’odio da TikTok. Riconosciamo che possa sembrare una sfida impossibile, data la sempre maggiore polarizzazione a livello mondiale, ma siamo convinti che questo non debba impedirci di provare”.

Secondo gli ultimi dati della Commissione europea, le piattaforme aderenti al codice di condotta verificano il 90 per cento del contenuto segnalato entro 24 ore e rimuovono il 71 per cento di quello considerato illegale.