Terrorismo online, il Parlamento Ue adotta la legge che impone la rimozione dei contenuti entro un’ora

Approvata dalla Commissione Libe del Parlamento, la legge non ha avuto bisogno della discussione in Plenaria. [Shutterstock/Jirsak]

Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì 28 aprile, senza passare dal dibattito in plenaria, la controversa legge che impone la rimozione di contenuti online di tipo terroristico da parte delle piattaforme digitali entro un’ora dalla notifica di violazione.

Il regolamento contro la diffusione del terrorismo online è stato adottato, nonostante l’opposizione da parte di diverse organizzazioni ed eurodeputati, e include l’obbligo per le piattaforme di rimuovere “il contenuto di tipo terroristico o di impedirne l’accesso in tutti gli Stati membri il prima possibile, e comunque entro un’ora dalla notifica dell’ordine di rimozione”.

Questi ordini arriveranno dall’autorità competente di ciascuno Stato membro e possono essere diretti anche a tutti i Paesi. Questa legislazione, preparata dalla Commissione in seguito a una serie di attacchi terroristici in tutta l’Ue, è vista come necessaria per combattere i contenuti online disseminati dai terroristi per diffondere il loro messaggio, radicalizzare e reclutare seguaci e dirigere le attività terroristiche.

Secondo i critici, però, questi termini di tempo così stringenti potrebbero incoraggiare l’uso di algoritmi per la moderazione. Inoltre, l’assenza di controllo giudiziario e l’estensione transnazionale degli ordini di rimozione minacciano la libertà di espressione.

In Francia, una lettera aperta indirizzata agli eurodeputati chiedeva di rigettare la legislazione perché contraria a una decisione della Corte costituzionale del 18 luglio 2020, riguardante la legge anti-odio su internet.

La Corte aveva rigettato diversi punti della cosiddetta ‘legge Avia’ che avrebbero costretto i gestori delle piattaforme a rimuovere i contenuti offensivi entro 24 ore dalla segnalazione, ritenendo il tempo non sufficiente.

Sulla base di questa decisione, i firmatari della lettera ritengono che la disposizione europea porti lo steso rischio, quello della ‘censura preventiva’. Potrebbe essere esercitato un controllo eccessivo sui contenuti sulla base di criteri non abbastanza specifici.

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Garanzie ottenute

Alla luce delle critiche, una serie di garanzie sono state aggiunte alla legislazione proposta. Il testo ora afferma che “il materiale diffuso per scopi educativi, giornalistici, artistici, di ricerca o per scopi di sensibilizzazione contro l’attività terroristica non dovrebbe essere considerato contenuto terroristico”.

È stata anche aggiunta una disposizione per affrontare la questione delle piattaforme che impiegano filtri automatici. Il regolamento ora afferma che “qualsiasi requisito di adottare misure specifiche non include l’obbligo di utilizzare strumenti automatizzati da parte del fornitore di servizi di hosting” e aggiunge obblighi di trasparenza a questo proposito.

“L’accordo che è stato negoziato, dal mio punto di vista, sembra equilibrato. Non ideale, ma le condizioni sono garantite per quanto riguarda le questioni principali”, ha detto ai giornalisti all’inizio di questa settimana Sylvie Guillaume, una deputata francese del gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici. “So che le autorità francesi ci hanno fatto pressione per diversi mesi per far votare questo testo”, ha aggiunto.

Tuttavia, molti sono rimasti insoddisfatti delle concessioni. “Dire che [l’uso di strumenti automatizzati] non è un obbligo è permetterlo”, ha detto la deputata verde Gwendoline Delbos-Corfield a EURACTIV, in un “contesto in cui l’algoritmo sarà più economico dei mezzi umani”. Le piattaforme sceglieranno senza dubbio questa opzione di fronte ai rischi legali e alla “pressione morale che si instaurerà”, ha aggiunto.

Nel frattempo, rimangono domande sulla praticità di rimuovere i contenuti entro un’ora dalla segnalazione.

“Il termine di rimozione di un’ora sarà quasi impossibile da implementare efficacemente per la maggior parte delle piccole piattaforme”, ha detto a EURACTIV Jacob Berntsson, capo della politica e della ricerca all’iniziativa Tech Against Terrorism, sostenuta dalle Nazioni Unite.

“Dato che i terroristi sfruttano le piattaforme più piccole a causa della loro mancanza di capacità e risorse, questo regolamento rischia quindi non solo di essere inefficace nel raggiungere il suo scopo, ma anche di danneggiare le piattaforme più piccole nel processo”, ha aggiunto.

Il rischio di “opportunismo”

La deputata dei Verdi Delbos-Corfield ha anche detto di temere “l’opportunismo” da parte di alcuni stati membri che potrebbero spingere i loro vicini a rimuovere i contenuti senza revisione giudiziaria. “Il termine ‘terrorismo’ è ora usato dappertutto, sulla bocca di tutti, in un modo completamente indebito”, ha detto.

“L’Ungheria ha definito nemici della nazione, che non è lontano da essere terroristi, quelli che criticano un elemento del governo”, ha detto Delbos-Corfield, che è membro della commissione speciale del Parlamento sulle interferenze straniere.

“Se domani Marine Le Pen andrà al potere [in Francia], potrà considerare l’essere di estrema sinistra equivalente all’essere un terrorista”, ha aggiunto. Concorda il collega e attivista per la privacy Patrick Breyer: “La legislazione antiterrorismo viene sempre più spesso abusata per scopi completamente diversi, come per reprimere i separatisti e gli artisti spagnoli, i manifestanti francesi o i rifugiati in Ungheria”, ha detto.

Nessun voto in plenaria

La legislazione non è stata messa ai voti in plenaria. Poiché il testo nella sua forma attuale è stato approvato dalla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) l’11 gennaio con 52 voti a favore e 14 contrari, un nuovo dibattito in aula è stato escluso.

Delbos-Corfield ha detto che la decisione di non discutere la legislazione le ha lasciato un grande rammarico. “Ogni volta che evitiamo un dibattito democratico, ci priviamo dell’intelligenza collettiva […] anche se non votiamo oggi, non è ancora finita”, ha detto.