Slovenia, il governo ripristina il finanziamento all’agenzia di stampa nazionale dopo il monito della Commissione Ue

Il primo ministro sloveno Janez Jansa. [EPA-EFE/YVES HERMAN / POOL]

Il governo sloveno ha annunciato ieri di aver ripristinato il finanziamento pubblico all’agenzia di stampa nazionale STA, dopo che nei giorni scorsi la Commissione europea aveva messo in guardia l’esecutivo di Lubiana contro ogni tentativo di “fare pressione” sui media del paese. 

Negli ultimi mesi, l’agenzia – nata in seguito alla proclamazione dell’indipendenza slovena dalla Jugoslavia, nel 1991, e finanziata dallo stato con un contributo da circa 2 milioni di euro all’anno – è finita spesso al centro degli attacchi del governo di destra guidato da Janez Janša, così come altri giornalisti e testate d’informazione sloveni. 

Il primo ministro, uno dei politici più noti e influenti del paese e molto vicino al premier ungherese Viktor Orbàn, è ritornato al potere per la terza volta a marzo 2020 alla guida di un governo di destra dalla forte impronta nazionalista. In questi mesi, secondo i suoi oppositori e molti osservatori internazionali, Janša ha utilizzato la crisi dovuta all’epidemia di Covid-19 per rafforzare il suo potere e mettere a tacere le critiche: ad esempio, ha riunito otto agenzie governative (tra cui quelle delle poste, dei trasporti e dell’energia) in un ente unico, ha proposto di unificare le reti elettriche di Slovenia e Ungheria, e ha attaccato pubblicamente e ripetutamente, spesso via Twitter, i giornalisti sgraditi, arrivando a definire il report investigativo Blaž Zgaga un “paziente psichiatrico”. 

Inoltre, il governo ha presentato una riforma del media che prevede un drastico taglio dei fondi per la tv pubblica RTV Slovenija, e un aumento dei finanziamenti alle emittenti private, fra cui Nova24TV, canale che diffonde regolarmente teorie del complotto o servizi fuorvianti e falsi sulle politiche migratorie, i musulmani, la comunità LGBT+, fondato nel 2015 proprio da Janša assieme ad altri membri del suo partito SDS (partito democratico sloveno). 

Le Capitali – La Slovenia taglia i fondi all'agenzia di stampa nazionale

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Anche la STA è stata criticata dal premier in numerose occasioni – arrivando a definirla una “disgrazia nazionale” – per quelle che ha definito “critiche ingiuste” contenute nei suoi articoli, e lo scorso dicembre il governo di Lubiana aveva sospeso il finanziamento dell’agenzia, e che non avrebbe rinnovato i contributi per il 2021, in quanto gli amministratori della testata non avrebbero presentato i conti in modo corretto e tenuto nascoste alcune informazioni sui bilanci: accuse seccamente smentite dai rappresentanti dell’azienda.

La decisione dell’esecutivo ha suscitato le vive proteste dei giornalisti sloveni, e anche gli altri partiti che sostengono il governo di Janša ne hanno chiesto il ritiro della decisione. Qualche giorno più tardi, il Parlamento ha votato una misura che chiedeva di riprendere i pagamenti all’agenzia. Il premier a quel punto ha investito della questione l’Unione europea, sostenendo che il finanziamento pubblico potrebbe violare le norme comunitarie in materia di aiuti di Stato e concorrenza.

La marcia indietro del governo sloveno è arrivata dopo la secca risposta fornita dalla Commissione: durante la conferenza stampa quotidiana di lunedì 11 gennaio, una delle portavoce dell’esecutivo Ue, Arianna Podesta, ha spiegato che “gli Stati membri possono concedere aiuti alle agenzie di stampa” e che “se l’importo non supera una certa soglia, l’aiuto può essere pagato direttamente, senza previa notifica o approvazione da parte della Commissione”. Un altro portavoce, Christian Wigan, ha aggiunto poi che “i media pubblici svolgono un ruolo speciale nell’Unione europea”, che tutti gli Stati membri devono “astenersi da qualsiasi tentativo di esercitare pressioni su di loro”, aggiungendo che la Commissione “sta monitorando attentamente la situazione”.