Russia, la strada verso le elezioni passa da pressioni ai media indipendenti e pagamenti extra a militari e pensionati

Il Presidente Vladimir Putin. EPA-EFE/ALEXANDER ZEMLIANICHENKO

Negli ultimi mesi, le autorità russe hanno aumentato la pressione sui media indipendenti, in particolare in vista delle elezioni parlamentari di settembre. In parallelo, Putin ha annunciato pagamenti straordinari ad alcune categorie di elettori: militari e pensionati.

L’impero russo di Vladimir Putin sembra inscalfibile, come mostra la vicenda dell’oppositore Navalny, sempre in carcere. Le azioni volte a mettere a tacere le forme di dissenso e le voci critiche sono sempre mirate, precise; se volessimo usare una metafora militare, potremmo dire che anziché mettere in campo la brutalità di un esercito di carri armati che travolge tutto, si usano i cecchini, che colpiscono obiettivi precisi.
Da quando Putin è al potere, la Russia è stata accusata di sopprimere ogni forma di libertà di espressione in televisione, ma i media online sono stati a lungo in grado di operare relativamente liberamente. Fino all’ultimo anno, quando, forse anche sull’onda della vicenda di Navalny, le ultime emittenti online indipendenti sono state bollate come “agenti stranieri”: prima è stata la volta di Meduza, VTimes e The Insider; poi dei siti web di due media e di un gruppo per i diritti umani legati al dissidente in esilio Mikhail Khodorkovsky; ora, è la volta anche dell’ultimo media online autonomo, Dozhd.

Il canale Dozhd è andato in onda per la prima volta nel 2010, ma è stato abbandonato dai principali provider via cavo quattro anni dopo. Esso riceve finanziamenti dall’Unione europea dal 2014, in particolare per realizzare programmi per promuovere i valori europei in Russia. Venerdì (20 agosto) il ministero della giustizia russo ha inserito Dozhd nella sua lista di organizzazioni mediatiche che “svolgono le funzioni di un agente straniero”, richiamandosi la condanna anche di Amnesty International.
“Il canale Dozhd non è un agente straniero è un media russo”, ha detto il suo caporedattore Tikhon Dziadko sull’app di messaggistica Telegram.
“Naturalmente, continueremo a lavorare come prima”, ha poi ribadito. Ma essere bollati come “agenti stranieri” ha delle conseguenze concrete: tutte le organizzazioni dichiarate “agenti stranieri” devono rivelare le fonti di finanziamento ed etichettare tutte le loro pubblicazioni, compresi i post sui social media, con una specifica etichetta. Non metterla significa affrontare multe molto salate che richiamo di far chiudere l’attività ma allo stesso tempo esporla è un deterrente per gli inserzionisti e per le pubblicità.

Secondo i redattori e gli attivisti dei diritti umani si tratta di una mossa che va messa in relazione con il prossimo appuntamento elettorale, le elezioni parlamentari di settembre. Un momento importante per il Cremlino che è alla prese con il problema dell’inflazione: soprattutto l’aumento dei prezzi dei generi alimentari è fonte di preoccupazione. In quest’ottica Putin ha comunicato che il previsto aumento dei pagamenti statali sarebbe stato rivisto al rialzo. “Abbiamo bisogno di aumentare il reddito di alcuni gruppi di cittadini”, ha detto. Ecco dunque che il personale militare riceverà 15.000 rubli (pari a 202 dollari) in più, mentre i pensionati avranno un aumento di 10.000 rubli.