Riconoscimento biometrico, firmato il contratto per una banca dati europea

Un controllo attraverso il riconoscimento facciale all'aeroporto internazionale di Dulles, in Virginia. [EPA-EFE/JIM LO SCALZO]

L’agenzia dell’Unione europea per la sicurezza interna e il controllo delle frontiere, eu-LISA, ha firmato un contratto quadro con Idemia e Sopra Steria per un nuovo sistema di corrispondenza biometrica che mira a creare una banca dati di impronte digitali e immagini facciali di oltre 400 milioni di cittadini di Paesi terzi entro il 2022. Entrambi i fornitori avevano già collaborato con l’eu-LISA in precedenza per altri progetti di controllo delle frontiere.

Che l’Unione europea stesse lavorando a un’enorme banca dati di riconoscimento facciale e impronte digitali era stato rivelato a febbraio dalla testata americana The Intercept. Il giornale americano aveva visionato alcuni documenti interni dell’Ue, secondo i quali le forze di polizia di 10 stati membri, guidati dall’Austria, avevano chiesto di creare un sistema di riconoscimento comune. Nei documenti veniva valutata la possibilità di estendere l’attuale Trattato di Prum che prevede, tra le altre cose, la condivisione dei dati relativi al DNA e alle impronte digitali delle persone condannate.

L'UE dovrebbe sfruttare l'intelligenza artificiale o temerla?

Quando Ursula von der Leyen ha assunto l’incarico di nuovo Presidente della Commissione Europea ha detto che la sua amministrazione avrebbe dato priorità a due questioni: guidare l’Europa nella transizione energetica in risposta al cambiamento climatico e guidarla nella transizione …

Quello del riconoscimento facciale continua a essere un tema molto controverso. All’inizio del 2020, i documenti ottenuti da Euractiv.com suggerivano che la Commissione stesse valutando di porre una moratoria di 5 anni sull’uso del riconoscimento facciale negli spazi pubblici. Tuttavia, come evidenzia un articolo di Samuel Stolton su Euractiv.com, nella versione finale del White Paper questi piani sono stati accantonati.

I sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, come il riconoscimento facciale, devono essere “trasparenti, tracciabili e garantire il controllo umano” in settori sensibili come “salute, polizia e trasporti”, aveva chiarito la Commissione europea nel Libro Bianco sull’intelligenza artificiale.

La banca dati sul riconoscimento biometrico segna un nuovo passo verso una maggior collaborazione tra i servizi di intelligence dei diversi Paesi membri, dopo la nascita dell’Intelligence College in Europe (ICE). Il college, lanciato il 5 marzo 2019 a Parigi, riunisce 23 Paesi membri, che hanno firmato una lettera di intenti il 26 febbraio 2020 a Zagabria, e 7 Paesi partner. Si tratta di una struttura intergovernativa e non comunitaria, perché l’intelligence è materia di competenza degli Stati membri.

La piattaforma si propone di favorire il dialogo tra le comunità di intelligence in Europa, permettendo ai dirigenti di diversi servizi di riunirsi e confrontare le loro esperienze a livello non operativo, tra intelligence e decisori politici e infine tra comunità di intelligence e mondo accademico, attraverso pubblicazioni e implementando un programma accademico dedicato ai professionisti dell’intelligence.