Privacy, pronti oltre 500 reclami contro la raccolta dei dati personali con i cookie banner

L’Ong Noyb, fondata dall’attivista austriaco, ha inviato ad aziende che utilizzano in maniera illegale i cookie più di 560 richieste di adeguamento alle indicazioni del Gdpr.

Chiunque navighi in internet si confronta quotidianamente con centinaia di cookie banner in modalità popup, che chiedono di personalizzare il trattamento dei dati o di accettare una serie di condizioni, spesso in modo ambiguo per far sì che l’utente dia il suo consenso.

L’attivista austriaco Max Schrems, che da anni si batte per il rispetto della privacy degli utenti online, ha deciso di lanciare una campagna contro questa prassi che ha il solo scopo di tracciare i comportamenti online degli utenti attraverso i cookies. La piattaforma europea non profit Noyb (acronimo di “none of your business”), fondata Schrems, lunedì 31 maggio ha fatto sapere di avere pronti 500 reclami contro altrettanti siti di società private per denunciare quello che gli attivisti definiscono “il terrore dei cookie banner”, che sta trasformando Internet in “un’esperienza frustrante per gli utenti di tutta Europa”.

Noyb evidenzia che molti dei pop-up non sono conformi alle leggi europee sulla privacy stabilite dal Gdpr, e che non danno mai la possibilità all’utente di scegliere se acconsentire o meno alla raccolta dei dati. Gli attivisti sostengono che i banner sono spesso progettati in modo da rendere “estremamente complicato cliccare su qualsiasi cosa di diverso dal pulsante accetta”.

Il gruppo ha comunicato a oltre 500 piattaforme e siti web la richiesta di modificare le proprie impostazioni in relazione alla privacy per conformarsi alle indicazioni del Gdpr. Le comunicazioni hanno coinvolto 33 paesi, tra cui tutti quelli dello Spazio economico europeo (SEE) tranne Malta e Liechtenstein. Noyb ha annunciato che, se i siti non prenderanno provvedimenti per rendere i banner conformi alla normativa Ue, tra un mese presenterà i reclami all’Autorità nazionale competente di ogni Paese.

L’Ong fondata da Schrems ha ideato un sistema automatico per identificare i cookie banner che violano le norme sulla privacy che potrebbe consentire agli attivisti di presentare fino a 10.000 reclami in un anno. L’obiettivo è coinvolgere i siti web più visitati d’Europa in questa campagna per la difesa della privacy degli utenti di internet, in modo da arrivare a un accordo. Secondo gli attivisti ogni cookie banner dovrebbe chiedere in modo chiaro se l’utente vuole “accettare” o “rifiutare” di esser tracciato e profilato.

“Costringere le persone a cliccare ok è una chiara violazione dei principi del Gdpr”, afferma Max Schrems aggiungendo: “Secondo la legge, le aziende devono facilitare gli utenti ad esprimere la loro scelta e progettare i sistemi in modo equo”.