Privacy, Commissione al lavoro per proteggere i dati degli europei che finiscono negli Stati Uniti e in Cina

Una donna con il suo cellulare nel centro di Torino a febbraio 2021. EPA-EFE/TINO ROMANO

Che cosa sono i dati? Che cosa significa proteggerli? La commissaria europea e vice-Presidente della Commissione Vera Jourová ha spiegato quali sono i punti fermi dei negoziatori dell’UE che trattano con gli statunitensi nel quadro del nuovo accordo transatlantico sul trasferimento dei dati.

Quando sentiamo parlare dei dati informatici spesso ci sembra qualcosa di molto astratto e che ha poco a che fare con noi e soprattutto con qualcosa di “personale”. Se facciamo una piccola ricerca per capire che cos’è un dato, ci imbattiamo nella definizione per cui in un computer i dati sono memorizzati ed elaborati in forma digitale e mediante l’impiego di soli due simboli, 0 e 1. Immediatamente questa informazione ci rassicura, perché non pensiamo che qualcosa di noi possa essere ricondotto ad una sequenza di soli due simboli. La nostra privacy, ci sembra totalmente salvaguardata. Eppure, basta rifletterci un attimo per capire che le cose sono più complicate: a scuola ci insegnano che utilizzando solo dieci simboli (i numeri che vanno da 0 a 9) possiamo rappresentare miliardi e miliardi di numeri, semplicemente mettendoli in sequenza. Lo stesso accade con i nostri dati, che non sono altro che informazioni. Informazioni preziosissime. Secondo il famosissimo storico Yuval Noah Harari la risorsa più ambita e remunerativa della società contemporanea è proprio la conoscenza: una volta si andava alla ricerca di risorse naturali, poi di oro, diamanti o petrolio; oggi si cercano i dati. Piccolissime tracce che lasciamo dietro di noi con ogni click, con ogni ricerca su un motore di ricerca, con ogni post su un social.

Il tema della protezione dei dati solleva moltissime questioni etiche, giuridiche, politiche, oltre che economiche. Ed è trattato in maniera molto diversa a seconda di dove ci troviamo: per questo la Commissione europea sta lavorando per tutelare la privacy dei cittadini europei anche al di fuori del territorio UE. Perché, naturalmente, i dati viaggiano. E arrivano di solito negli Stati Uniti, nella Silicon Valley, o in Cina, con la diffusione rapidissima di nuove app cinesi, su tutte TikTok.
In questo quadro si sta lavorando alla revisione dell’accordo Privacy Shield tra UE e Stati Uniti. Sul tavolo c’è proprio la questione della protezione dei dati al di fuori dei confini UE. Lo scorso anno la Corte di giustizia europea aveva stabilito che la portata e la pervasività del quadro di sorveglianza attuata dagli Stati Uniti non consentisse un sufficiente grado di protezione dei dati europei, come invece previsto dal regolamento generale sulla protezione dei dati dell’UE (GDPR).

La commissaria Vera Jourová ha spiegato quali sono i nodi cruciali su cui puntano i negoziatori dell’UE nel quadro del nuovo accordo transatlantico sul trasferimento dei dati: accesso alla corte, diritti individuali applicabili e limitazioni contro le interferenze sproporzionate con la privacy. In questi tre obiettivi si può sintetizzare la posizione negoziale dell’UE nei colloqui.
L’amministrazione statunitense per ora rimane critica nei confronti delle richieste provenienti dall’UE sul tema. Christopher Hoff, che sta conducendo le discussioni per conto del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, ha commentato che l’UE dovrebbe preoccuparsi soprattutto della Cina, più che degli Stati Uniti, dicendo apertamente che la negoziazione “Ci distrae tutti dalla riflessioni sui regimi totalitari come la Cina, con cui tutti facciamo affari”.
Un campanello d’allarme sollevato anche da Helen Dixon, capo della Commissione irlandese per la protezione dei dati, nel corso di un panel di EURACTIV mercoledì (10 marzo), che ha rivelato che la sua autorità ritiene che la piattaforma TikTok potrebbe inviare dati dell’UE alla Cina: “TikTok ci dice che i dati UE vengono trasferiti negli Stati Uniti e non in Cina. Tuttavia, abbiamo capito che c’è la possibilità che gli ingegneri di manutenzione e AI in Cina possano accedere ai dati”. Questa stessa incertezza rende chiaro quanto sia importante tenere il punto fermo sul tema.