Privacy, alleanza di intelligence mondiale chiede l’accesso alle app criptate

La maggior parte delle applicazioni di messaggistica dispongono di crittografia end-to-end. [Microsiervos / Flickr]

L’alleanza di intelligence Five Eyes ha chiesto domenica (11 ottobre) che le aziende tecnologiche inseriscano una “backdoor” nelle app criptate per consentire alle forze dell’ordine l’accesso, necessario secondo loro per sorvegliare la criminalità online.

I massimi funzionari della giustizia di Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda hanno affermato in una dichiarazione che la crescita delle app criptate end-to-end che rendono impossibile la supervisione ufficiale – come Signal, Telegram, FaceBook Messenger e WhatsApp – “pone sfide significative alla sicurezza pubblica”.

“C’è un crescente consenso tra i governi e le istituzioni internazionali sulla necessità di agire”, hanno affermato.

“Anche se la crittografia è vitale e la privacy e la sicurezza informatica devono essere tutelate, non è ammissibile una totale preclusione delle forze dell’ordine, e dell’industria tecnologica stessa, dalla possibilità di agire contro i contenuti e le attività illegali gravi online”.

Le aziende tecnologiche sono state invitate a “incorporare la sicurezza del pubblico nella progettazione dei sistemi”, fornendo l’accesso alle forze dell’ordine “in un formato leggibile e utilizzabile”.

Si tratta della richiesta più forte finora per i programmatori a includere l’accesso “backdoor” ai programmi di comunicazione criptati. L’India e il Giappone, che collaborano nell’intelligence con il gruppo Five Eyes, hanno aggiunto i loro nomi alla dichiarazione.

Le forze dell’ordine di tutto il mondo si sono lamentate della difficoltà che le comunicazioni criptate rappresentano per le indagini penali. Ma la crittografia end-to-end offre anche protezione a tutti i tipi di attività, dal business al dissenso politico.

I sostenitori della privacy sostengono che consentire alle forze dell’ordine di accedere alle comunicazioni di un utente può mettere in pericolo gli attivisti per la democrazia e dare potere ai governi dittatoriali.

Negli ultimi anni, negli Stati Uniti e in Europa, sono aumentate le pressioni per costringere i produttori di applicazioni di crittografia a fornire l’accesso alle forze dell’ordine.

Secondo la Electronic Frontier Foundation (Eff), che sostiene la tutela della privacy su Internet, i paesi europei si sono avvicinati alla regolamentazione di tali applicazioni.

In un articolo della scorsa settimana, l’Eff ha affermato che i documenti dell’Unione europea recentemente trapelati indicano un piano per introdurre leggi che forzino l’accesso alla backdoor del Parlamento europeo “entro il prossimo anno”.

Sarebbe “un passo drasticamente invasivo”, ha detto Eff.

Five Eyes, nella dichiarazione, specifica che la richiesta di accesso necessiterebbe di misure di salvaguardia e supervisione in modo che le autorità non possano trarre vantaggio dalla disponibilità di questi dati. Hanno giustificato la necessità sulla base dell’ampia presenza di materiale pedopornografico su Internet.

Negli Stati Uniti, i casi più eclatanti in cui le forze dell’ordine hanno affermato di essere state ostacolate da dispositivi criptati e le comunicazioni sono stati collegati all’estremismo violento.

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