Polonia, i media privati vanno in sciopero per protestare contro la tassa sulla pubblicità

Uno screenshot dell'homepage del media partner di EURACTIV Gazeta Wyborcza il 10 febbraio.

Una serie di media privati polacchi ha scioperato mercoledì 10 febbraio, oscurando le proprie pagine online e mostrando solo slogan come “questo era il tuo programma preferito”, per protestare contro una nuova proposta di tassa sulla pubblicità dei media, accusata di minacciare l’indipendenza e la diversità giornalistica.

Lo sciopero è arrivato il giorno dopo che molti gruppi editoriali avevano mandato una lettera ad autorità e leader politici per protestare contro la proposta di tassa. Il partito di governo Diritto e Giustizia (PiS) ha dichiarato che la tassa sarebbe servita per raccogliere fondi per la sanità e la cultura, entrambe colpite dalla pandemia.

I canali televisivi delle principali emittenti private polacche hanno mandato in onda uno schermo nero con la scritta bianca “questo era il tuo programma preferito”. Le radio hanno trasmesso messaggi come “Signore e signori, oggi non sentirete nessuna programmazione tradizionale”.

Tutta la stampa privata ha pubblicato una copertina nera con lo slogan “Media senza scelta” e un appello a difendere la libertà dei media.

“La tassa sulla pubblicità è un pesante colpo ai media liberi. La maggior parte di loro si basa sui ricavi pubblicitari per sopravvivere. Le autorità ostacoleranno così le costose indagini, elimineranno il laborioso fact checking e soffocheranno le critiche. È così che Orban si è liberato dei media liberi in Ungheria”, ha scritto Wyborcza.pl, media partner di EURACTIV.

Cos’è la tassa sui media?

La scorsa settimana, un disegno di legge per trovare nuove risorse per il Fondo Nazionale per la Salute, il Fondo Nazionale per la Protezione dei Monumenti e la creazione di un Fondo per il sostegno della cultura e del patrimonio nazionale nell’area dei media è stato aggiunto all’agenda legislativa del governo.

La conseguenza del disegno di legge, se approvata, sarebbe quella di imporre una tassa sulle organizzazioni media a partire dal 1° luglio e coprirebbe contributi come la pubblicità tradizionale (su radio, televisione, stampa, cartelloni pubblicitari e cinema) e online.

Metà dei ricavi dovrebbe andare al Fondo nazionale per la Salute. La tassa sarebbe imposta a editori, emittenti, proprietari di cinema, società che forniscono servizi pubblicitari e società che mettono a disposizione pubblicità su supporti esterni.

Il portavoce del governo Piotr Müller ha dichiarato all’agenzia di stampa nazionale polacca (Pap) che la proposta colpisce i principali attori del mercato pubblicitario. “Per molto tempo c’è stata la discussione in Ue sulla regolamentazione, tra le altre cose, della corretta tassazione dei giganti del digitale. Questa discussione è stata purtroppo prolungata. Per questo la Polonia, come molti altri Stati europei, ha proposto soluzioni nazionali”, ha detto.

Secondo Müller, il disegno di legge mira principalmente ai giganti internazionali come Google e Facebook. Copre però anche i media tradizionali. Per esempio colpirà giornali a diffusione nazionale e regionale, i cui ricavi pubblicitari superano i 15 milioni di zloty (3,5 milioni di euro), come Gazeta Wyborcza, Fakt, Super Express, Rzeczpospolita e Dziennik Gazeta Prawna.

Secondo gli esperti, il “contributo” colpirà in particolare i media della casa editrice Agora, proprietaria del più grande quotidiano polacco Gazeta Wyborcza, e Tvn del gruppo americano Discovery.

Entrambi gli editori sono stati fortemente criticati dai politici della coalizione di governo e dalla televisione polacca (Tvp), che è largamente vista come il portavoce del governo PiS.

Chi sarà colpito dalla tassa sui media?

La tassa sulla pubblicità online si attiva se i ricavi di un sito web o un portale raggiungono almeno i 750 milioni di euro a livello globale, e se quelli in Polonia superano i 5 milioni di zloty (1,1 milioni di euro). Entrambe le condizioni devono essere soddisfatte contemporaneamente e la tassa ammonterebbe al 5% della base di questi ricavi.

Questo significa che colpirebbe i giganti del digitale ma non la maggior parte dei siti web polacchi. Allo stesso tempo, però, la tassa sulla pubblicità tradizionale dipende dal tipo di media e sui ricavi pubblicitari. Se sono tra 15 e 30 milioni di zloty, pagheranno una tassa del 2%.

Altri media che trasmettono pubblicità, come le emittenti televisive e radiofoniche, i cinema e le compagnie pubblicitarie, pagheranno una tassa del 7,5% se il loro ricavo non supera i 50 milioni di zloty, altrimenti il 10%.

I media che trasmettono pubblicità di servizi e prodotti giudicati dannosi, come le bibite o le scommesse, pagheranno tasse maggiori.