Paesi membri vs Commissione sull’esclusione del Regno Unito dai gruppi di ricerca

[Shutterstock]

Un contingente di nazioni dell’UE si è scontrato con la Commissione europea sui piani per escludere i paesi terzi dal coinvolgimento nei progetti di ricerca quantistica e spaziale, una mossa che potrebbe portare a una significativa riduzione della partecipazione del Regno Unito a causa delle preoccupazioni sulla proprietà intellettuale.

EURACTIV apprende che in un acceso incontro svoltosi mercoledì scorso tra i funzionari degli Stati membri dell’UE e i rappresentanti della Commissione, la Germania ha guidato una fronda contro i piani della Commissione per allontanare i paesi terzi dalla partecipazione ad alcuni progetti inclusi in Horizon Europe, il programma di ricerca e innovazione dell’UE per il 2021-2027.

Da parte del Regno Unito, questo va contro la stretta relazione inerente ai progetti di ricerca previsti come parte dell’accordo commerciale e di cooperazione UE-Regno Unito.

I piani della Commissione per l’esclusione dei paesi terzi da alcuni elementi del programma riconoscono il calcolo quantistico come di “importanza strategica globale” visto che è “ampiamente adoperato nella sicurezza e nelle tecnologie a doppio uso”.

“Pertanto, al fine di raggiungere i risultati attesi, e salvaguardare i beni strategici, gli interessi, l’autonomia o la sicurezza dell’Unione, in particolare, la partecipazione è limitata ai soggetti giuridici stabiliti negli Stati membri, Norvegia, Islanda, Liechtenstein. Le proposte che includono entità stabilite in paesi al di fuori di questo ambito saranno inammissibili”, afferma il progetto di testo della Commissione.

Nella sua opposizione all’approccio della Commissione, la Germania è stata sostenuta nei suoi sforzi da una maggioranza di paesi membri dell’UE, e durante la riunione, l’esecutivo dell’UE è stato sollecitato a fornire un chiarimento su una serie di punti chiave, compresa la questione se una società europea di proprietà di rappresentanti di un paese terzo sarebbe in grado di partecipare a progetti Horizon Europe in ambito quantistico e spaziale.

La Commissione ha risposto che un paese terzo non potrebbe essere coinvolto in questo scenario, ma che i chiarimenti da parte sua avrebbero bisogno di essere fatti su degli aspetti specifici.

Inoltre, durante la riunione, insider dell’UE hanno detto a EURACTIV che la Commissione ha sollevato l’esempio specifico dell’azienda israeliana di reti informatiche Mellanox technologies, che in passato ha preso parte ai programmi quantistici dell’UE, ma che ora è stata acquisita da una società americana.

L’esecutivo dell’UE dice che questo potrebbe comportare dei rischi per quanto riguarda la protezione della proprietà intellettuale trasferita ad altre potenze globali, e che non vorrebbe vedere tali rischi replicarsi con altri paesi terzi.

Le mosse dell’esecutivo dell’UE in questo settore sono state presentate come un tentativo per l’Unione di raggiungere meglio una certa autonomia strategica e tecnologica e diminuire la sua dipendenza da altre potenze globali in questo campo, compresi gli Stati Uniti e la Cina.

Tuttavia, non molti nella comunità di ricerca sono d’accordo. In una lettera scritta questa settimana alla presidenza portoghese dell’UE, un ampio gruppo trasversale di accademici sotto la bandiera dell’EuroTech Universities Alliance, ha espresso la sua preoccupazione per le mosse della Commissione europea.

“Siamo profondamente preoccupati dal fatto che l’esclusione di paesi europei con una lunga consuetudine di cooperazione ed eccellenza nella ricerca e nell’innovazione da parti del programma avrà un impatto negativo sulle istituzioni europee e sulla loro capacità di sviluppare tecnologie digitali chiave, abilitanti ed emergenti”, si legge nella lettera.

Le bozze dei piani della Commissione sono destinate ad essere discusse ulteriormente con i paesi UE a metà aprile. Al momento della pubblicazione, l’esecutivo UE non ha ancora risposto alla richiesta di commento di EURACTIV.

Nel mentre oltremanica vi è una diffusa preoccupazione riguardo ai costi legati alla partecipazione della Gran Bretagna al programma Horizon Europe. La stessa potrebbe sottrarre fino a 2 miliardi di sterline all’anno dal bilancio nazionale destinato alla ricerca scientifica, il che equivarrebbe a un taglio di quasi il 20% dello stesso. In precedenza, questo conto era stato pagato dal Tesoro come parte dei più ampi contributi della Gran Bretagna al bilancio dell’UE.

Nel mentre, i progetti di ricerca che coinvolgono le accademie nel Regno Unito e dei paesi in via di sviluppo hanno visto il loro finanziamento per il 2021-22 decurtato del 70 per cento rispetto all’anno precedente, dopo che il governo ha annunciato tagli alla spesa per gli aiuti esteri. Molti progetti saranno cancellati di conseguenza, con alcune università che dovranno pagare il conto per gli impegni finanziari già presi.