Nasce ufficialmente Gaia-X: il cloud per la “sovranità digitale” europea

L'ingresso della Big Data Expo a Guiyang in Cina, 26 maggio 2019. EPA-EFE/ALEKSANDAR PLAVEVSKI

Il progetto infrastrutturale Gaia-X, il progetto europeo per raggiungere la sovranità digitale nel campo delle infrastrutture cloud, è ufficialmente nato ieri 15 settembre 2020 quando sono stati depositati i documenti che segnano la fondazione ufficiale dell’organizzazione no-profit presso la sede centrale di Bruxelles.

Quello del cloud computing è un il settore economicamente più promettente ed è un settore tradizionalmente dominato dalle aziende statunitensi; l’Europa, per ora, è fuori dalla top ten internazionale. I dati e soprattutto i big data sono la nuova frontiera economica e per ora generano profitti stellari per i colossi americani Amazon, Microsoft, Google e per il cinese Alibaba, oltre ad altre centinaia e centinaia di aziende. Nel 2025, quando l’economia dei dati dei cittadini del Vecchio continente potrebbe valere, secondo stime della Commissione europea, 829 miliardi di euro, gran parte di quel valore andrebbe verso Stati Uniti e Cina.

Francia e Germania lanciano il cloud europeo per arginare i giganti del web

Giovedì 4 giugno Francia e Germania hanno lanciato il progetto Gaia-X, una piattaforma di cloud computing tutta europea per smarcarsi dal controllo di giganti come Amazon, Microsoft, Google e Alibaba. Il progetto vede coinvolte 22 grandi aziende europee.

Il ministro dell’Economia …

Da qui è nata l’idea di creare un cloud europeo con l’obiettivo di trattenere nel Vecchio continente gran parte del valore che generano i dati raccolti dalle piattaforme cloud. Anche perché oltre al valore economico di ogni nostro singolo click, ci sono in campo delicatissime questioni di rispetto della privacy e di tutela dei diritti degli utenti/cittadini. Un tema centrale è quello della profilazione, la raccolta di informazioni su un individuo, o su un gruppo di individui, per suddividerli in categorie, poterne fare delle previsioni sul comportamento ad esempio in ambito commerciale, e, in casi di abusi, influenzarne le scelte. Su queste questioni, l’Ue ha sempre detto di ritenere la tutela dei cittadini centrale, in opposizione ai due modelli attualmente più diffusi, quello americano e quello cinese. Certo, però, l’Ue sconta un forte ritardo su queste tecnologie.

L’iniziativa è nata dietro l’impulso di Francia e Germania e ambisce ad essere una piattaforma attraverso cui le aziende possono fornire servizi che rispettino le regole e gli standard comuni del Regolamento europeo sulla privacy. Sul sito ufficiale, Gaia-X è definito “un progetto avviato dall’Europa per l’Europa. Il suo obiettivo è quello di sviluppare requisiti comuni per un’infrastruttura dati europea”. Questo significa creare un ambiente in cui i dati possano essere condivisi e conservati sotto il controllo dei proprietari e degli utenti; e in cui le regole siano definite e rispettate, in modo che i dati e i servizi possano essere facilmente disponibili, compilati e scambiati. Tra le 22 aziende che sono membri fondatori del progetto vi sono 3DS, BMW, Bosch, Deutsche Telekom, International Data Spaces Association, Orange, Safran, SAP, Scaleway e Siemens.

L’iniziativa Gaia-X sarà probabilmente parte integrante dei più ampi obiettivi della strategia sui dati annunciata dalla Commissione europea a febbraio. Presentando “La strategia europea per i dati”, la presidente della Commissione Von der Leyen ha affermato che all’interno delle scorte di dati industriali dell’Ue “si trova un’enorme quantità di idee preziose, di potenziale di innovazione e di potenziale non sfruttato che dobbiamo liberare”. Commentando il discorso sullo State of the Union di oggi al Parlamento europeo la vice-presidente della Commissione Margrethe Vestager ha twittato che il 20% delle risorse di Next Generation Eu saranno usate per la trasformazione digitale, fruttare al meglio i dati industriali, disporre di un’identità elettronica europea sicura, oltre ad avere una connettività stabile e veloce.