Media, i deputati europei chiedono all’Unione di rafforzare il sostegno al settore

La risoluzione mira a sostenere il settore dei media dopo il colpo che ha subito durante la pandemia di COVID-19. [Shutterstock / Kaspars Grinvalds]

Una risoluzione per sostenere il settore dei media dell’UE nel “Decennio digitale”, compresa una migliore protezione della libertà di stampa e la salvaguardia dell’indipendenza dei giornalisti, è stata approvata mercoledì 20 ottobre a larga maggioranza dal Parlamento europeo.

La risoluzione, ‘Europe’s Media in the Digital Decade: an Action Plan to Support Recovery and Transformation‘, stabilisce disposizioni per sostenere il settore dei media dopo il colpo subìto durante la pandemia di COVID-19, e per rafforzare i finanziamenti al comparto in un contesto sempre più digitalizzato.

Il documento sollecita un finanziamento più solido e duraturo del settore dei media, e iniziative di salvaguardia per proteggere la libertà e l’indipendenza dei media. Affronta anche la crescente presenza delle piattaforme online e il loro impatto sull’ecosistema dei media, sottolineando la necessità di misure per “assicurare condizioni di parità”.

Wout van Wijk, direttore esecutivo di News Media Europe (NME), ha detto a EURACTIV che la risoluzione “riconosce l’importanza del settore dei media per una società democratica sana, e la necessità di promuovere il settore”.

I deputati hanno osservato che la pandemia ha colpito duramente i media europei, con un calo delle entrate che ha messo a dura prova un settore che già fatica ad adattarsi alla transizione digitale.

Secondo il Parlamento europeo, le prime stime indicano una che i mezzi di informazione hanno subìto durante la pandemia una perdita di introiti pubblicitari tra il 20% e l’80%. Anche il settore audiovisivo dell’UE ha subìto perdite sostanziali, con i cinema che hanno registrato un calo del 70% delle entrate al botteghino nel 2020, insieme a un aumento dei costi di produzione.

La risoluzione si concentra in modo significativo sul finanziamento dei media, sia riguardo alla loro ripresa dalla crisi, sia nell’adattamento al mondo digitale.

Mentre il rapporto accoglie favorevolmente l’iniziativa NEWS della Commissione, che riunisce una serie di programmi incentrati sui media, Dace Melbārde, l’eurodeputato responsabile del fascicolo, ha affermato in plenaria martedì 19 ottobre che “i finanziamenti disponibili, data la lunga lista di problemi da risolvere con urgenza, è insufficiente”.

Di conseguenza, uno dei principali appelli contenuti nel testo è l’istituzione di un fondo permanente dell’UE per i mezzi di informazione, da affiancare – in particolare a livello nazionale – a canali finanziari più mirati e politiche fiscali volte a garantire parità di condizioni all’interno del settore.

“L’Unione europea è in una posizione unica per supportare la ripresa del settore dalla pandemia di COVID-19, la digitalizzazione delle notizie, la protezione dei giornalisti e la creazione di un mercato online più equo per i contenuti”, ha affermato van Wijk.

“La risoluzione indica giustamente vari flussi di finanziamento a livello europeo per rafforzare la sostenibilità del settore e garantire un giornalismo di alta qualità a disposizione di tutti i cittadini europei”, ha aggiunto.

Il rapporto si concentra anche sulla volontà di “garantire condizioni di parità”, salvaguardare i media da interferenze e concentrazioni politiche, e facilitare una concorrenza leale con le piattaforme online, in particolare quando si tratta di intercettare entrate pubblicitarie.

Accanto alla legge sui servizi digitali e alla legge sui mercati digitali (Digital Services Act e Digital Markets Act) proposti dalla Commissione, che affrontano il crescente potere dei giganti della tecnologia, negli ultimi mesi a livello UE sono state annunciate diverse altre iniziative relative ai media.

Media, Bruxelles critica la riforma polacca e sollecita l'approvazione di una legge europea sulla libertà di stampa

Giovedì 12 agosto la vicepresidente della Commissione europea con delega ai Valori e alla Trasparenza, Vera Jourová ha criticato la nuova legge sui media in discussione in Polonia, e ha chiesto che l’UE vari una legge per proteggere la libertà …

Tra queste, l’apertura di una consultazione sulle azioni legali temerarie utilizzate per mettere a tacere i giornalisti, e un imminente European News Media Forum, un dialogo con le parti interessate dei media che si terrà per la seconda volta a novembre. La Commissione il prossimo anno lancerà anche un Media Freedom Act, che dovrebbe creare un meccanismo a livello dell’UE per tenere traccia della proprietà dei media e del pluralismo.

Consiglio dell'Ue: bisogna usare il Recovery per sostenere la stampa e il settore audiovisivo

Il Consiglio dell’Ue il 18 maggio ha approvato delle conclusioni per sostenere la ripresa e la trasformazione del settore europeo dei media. Agli Stati si chiede di utilizzare gli investimenti digitali del Recovery Plan.

L’industria audiovisiva e il settore dell’informazione sono …

“Questo è davvero un momento cruciale per rafforzare il settore dei media e dell’audiovisivo dell’UE”, ha affermato Melbārde al momento dell’adozione della risoluzione. “L’ecosistema dei media era fragile anche prima della pandemia, ma la crisi ha rafforzato le sfide esistenti che deve affrontare, oltre a crearne di nuove. Il pubblico si sta spostando sempre più verso le piattaforme digitali e da queste il reddito sta fluendo in modo sproporzionato verso gli attori globali”.

“Allo stesso tempo, la crisi COVID-19 ha amplificato il ruolo del giornalismo di qualità; un’assenza di resoconti professionali e rapidi durante i periodi di pandemia può costare vite umane”, ha concluso.